
(DIRE) – Chi ha violato la Madonna di San Luca si penta e restituisca i gioielli rubati dall’immagine sacra. E’ l’appello lanciato questa mattina dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente Cei, nel corso della messa di riparazione celebrata nella Basilica sul colle dopo il furto di ieri. Don Remo Resca, custode di San Luca, “pensa che chi ha portato via i gioielli ha guardato gli occhi di Maria e si è fermato – dice Zuppi nel corso dell’omelia – mi auguro davvero anche che pensando al valore di quegli oggetti, che non è materiale ma di amore offerto a Maria, chi li ha portati via si renda conto di questo e si possa trovare il modo di restituirli”.
Il cardinale spiega poi il senso della messa di riparazione per la Madonna profanata. “L’amore ripara quello che il male viola e lacera- afferma Zuppi- lo spirito di riparazione ci invita a sperare che ogni ferita possa essere guarita, anche se profonda. La riparazione completa a volte sembra impossibile, quando le situazioni sembrano irreversibili. Ma riparare è essenziale, perchè ci fa ritornare il cuore nella pace e ricostruisce quello che il male viene a rovinare. Chiedere perdono è un modo di guarire e riparare le relazioni”, lancia di nuovo il messaggio l’arcivescovo. Che in un altro passaggio dell’omelia ammonisce: “Siamo invitati a trovare l’essenziale per non perdere noi stessi. Che vantaggio abbiamo a guadagnare il mondo intero, a vincere, ad affermarci e a possedere se poi roviniamo noi stessi”.
Di fronte a quanto accaduto alla Madonna di San Luca, afferma ancora l’arcivescovo di Bologna, “sentiamo ancora di più quanto è preziosa, per l’emozione della violenza che ha subito. Di fronte alla violazione ci si sente tutti perduti, con un senso di vulnerabilità, che fa prostrare. Può produrre incattivimento e rabbia, ma anche senso di abbandono”. Quanto accaduto, secondo Zuppi, dice anche che “dobbiamo ornarla di più noi, con i gioielli della nostra vita, che sono il vero ornamento di Maria. Facciamolo con rinnovato impegno: i gioielli siamo noi”. (San/ Dire)

