
La lettera inviata dai Sindaci ad ANAS riguardo la Sassuolo–Modena solleva molte questioni, ma purtroppo lascia irrisolti i nodi fondamentali che da anni rendono quella strada critica sia per la sicurezza sia per la fluidità del traffico.
“Il tema della sicurezza è centrale per tutto il settore dell’autotrasporto, – commenta Enrico Tangerini, Presidente CNA FITA Autotrasporto Modena – ma ancora una volta vengono proposti interventi che agiscono sugli effetti e non sulle cause.
Tra questi, il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti: una misura che, da sola, non può rappresentare una soluzione se non si affrontano i problemi strutturali della tratta”.
“La strada presenta infatti criticità note da tempo: immissioni pericolose, carreggiate insufficienti e tratti progettati in modo inadeguato e mai realmente corretti. – continua Tangerini – In alcune situazioni, i mezzi pesanti sono perfino costretti a compiere manovre come il superamento di altri veicoli per evitare scenari di maggiore rischio. Criminalizzare tali comportamenti senza intervenire sull’infrastruttura significa ignorare la realtà operativa quotidiana. Scaricare le responsabilità su chi quella strada la percorre ogni giorno non contribuisce a migliorare la situazione. Servono invece scelte chiare e visione strategica”.
In questo contesto, appare poco convincente anche la tempistica della lettera, arrivata a ridosso della sospensione del sistema di rilevazione della velocità media, risultato non omologato.
Gli enti locali, in primis i comuni, devono farsi anche parte attiva nelle richieste di miglioramento dell’infrastruttura presso ANAS e ascoltare le indicazioni degli operatori economici.
La sicurezza stradale non si garantisce con divieti isolati o con comunicazioni formali: si garantisce con infrastrutture adeguate, pianificazione, prevenzione e responsabilità condivisa tra istituzioni e operatori.
CNA FITA Autotrasporto Modena ribadisce che, finché non verranno affrontate le criticità strutturali della Sassuolo–Modena, continueremo ad assistere a interventi parziali che non risolvono i problemi reali e quotidiani di chi lavora su quella strada. I cittadini e le imprese meritano soluzioni concrete e durature.

