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La startup emiliano-romagnola deep-tech Adaptronics si aggiudica 2,5 milioni di euro dall’European Innovation Council Accelerator



Dall’automazione industriale alle operazioni in orbita. È questa la tecnologia messa a punto da Adaptronics, startup deep-tech nata e cresciuta in Emilia-Romagna, che apre nuove prospettive per le attività nello spazio, in particolare per la manutenzione dei satelliti e la rimozione dei detriti spaziali, trasformando il modo in cui i robot afferrano e manipolano gli oggetti.

Qui si inserisce il recente successo ottenuto nell’ambito dello European Innovation Council Accelerator, uno dei programmi europei più competitivi a sostegno dell’innovazione: selezionata tra 923 candidature provenienti da 32 Paesi, Adaptronics ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto di 2,5 milioni di euro e l’impegno della Banca europea d’investimento  a coinvestire nell’azienda.

“Innovazione, robotica e spazio, così la giovane startup, vincitrice di StartCup Emilia-Romagna e del Premio nazionale innovazione, conferma la sua vocazione all’interno dell’ecosistema della ricerca e della conoscenza che abbiamo costruito nel nostro territorio, un vero e proprio campus diffuso su digitalizzazione e sostenibilità- afferma il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Puntiamo a fare dell’Emilia-Romagna una realtà attrattiva per le startup così come delle ‘intelligenze’: non a caso abbiamo realizzato una legge per attrarre e trattenere talenti e competenze avanzate. Le startup sono parte integrante di questa rete e dobbiamo aiutarle con incubatori come quelli di Art-ER e le Serre e con strumenti di finanza che diano loro possibilità di crescere e diventare strutturali”.

La startup sviluppa, produce e commercializza dispositivi elettroadesivi capaci di garantire una presa sicura e controllata su oggetti di qualsiasi forma e materiale, con applicazioni che spaziano da automazione industriale e packaging fino allo spazio.
Proprio sulle prospettive di applicazione nel settore spaziale, Adaptronics individua uno dei fronti più strategici. Qui i dispositivi elettroadesivi possono abilitare operazioni complesse in orbita: dalla manutenzione e rifornimento dei satelliti fino alla rimozione dei detriti spaziali, un tema cruciale per la sostenibilità delle infrastrutture extraterrestri. Un risultato che non solo conferma la solidità della sua tecnologia, ma che consentirà alla startup di accelerare la validazione in orbita delle proprie soluzioni e di rafforzare il percorso di industrializzazione e commercializzazione delle sue soluzioni, contribuendo in modo concreto alla sicurezza, sostenibilità e crescita dell’intero ecosistema spaziale europeo.

“Questo risultato- spiega l‘amministratore delegato Lorenzo Agostini- conferma Adaptronics come un’azienda strategica per l’Europa e punto di riferimento mondiale per la tecnologia di sistemi di presa basati sull’elettroadesione. È un riconoscimento del percorso costruito fino ad oggi, con il sostegno di istituzioni e partner, a partire dal percorso per startup avviato con Regione e Art-Er, e del grande impatto che potremo generare nei prossimi anni in settori chiave come l’automazione industriale e lo spazio”.

Il 18 marzo al Dama Tecnopolo di Bologna una giornata organizzata da Art-ER in collaborazione con il ministero dell’Università e della Ricerca farà il punto sulle opportunità del programma European Innovation Council.

La startup
Fondata nel 2022 come spin-off dell’Università di Bologna, l’azienda nasce dalla visione di Lorenzo Agostini amministratore delegato, Camilla Conti cofondatrice e direttrice generale e Rocco Vertechy, di Unibo. Alla base, un forte Dna scientifico che si traduce in un gruppo altamente specializzato di 15 persone, la metà con dottorati di ricerca e per un terzo donne.
Il cuore dell’innovazione è la tecnologia Eaal (Electro-Active Adhesive Layer): una presa elettroadesiva controllabile, velocissima – meno di 10 millisecondi per attivazione e rilascio -, mentre l’efficienza energetica può risultare fino a mille volte superiore rispetto alle soluzioni standard. Quindi una soluzione estremamente efficiente dal punto di vista energetico, senza sistemi pneumatici o meccanici complessi: solo precisione, versatilità e semplicità. Anche la semplicità progettuale rappresenta un punto di forza: il prodotto è composto da soli due elementi – un modulo elettronico di controllo e un sistema di presa sostituibile – con benefici diretti sui costi operativi e di manutenzione.