
“Sono complessivamente 616 gli specializzandi di area medica – dice il Rettore – che frequentano le cliniche ed i reparti ospedalieri modenesi, di cui 527 hanno sede prevalente presso il Policlinico e 92 presso l’AUSL. E’ di tutta evidenza l’apporto fondamentale che danno al funzionamento dei presidi sanitari (attività di reparto, ambulatori, presenze notturne) questi giovani, senza i quali sarebbe impossibile garantire non solo l’efficienza, ma anche l’intensità di prestazioni di cui si può far vanto la rete ospedaliera modenese. Se comprensibilmente si divulgano numeri ragguardevoli circa l’attività svolta nel 2013 dal Pronto Soccorso integrato, siamo in dovere di esprimere un grazie sincero ai diplomati di oggi, e in generale ai tanti specializzandi, che hanno concorso e concorrono quotidianamente al conseguimento di questi risultati, ma anche alla nostra Università che offre attraverso i suoi docenti e professionisti un contributo insostituibile in termini di ricerca e assistenza, perché Modena fornisca prestazioni, cure e servizi sempre aggiornati e d’avanguardia. Si coglie, poi, l’occasione – conclude il Rettore – di segnalare lo stato di disagio dei nostri giovani ai quali non è ancora garantito lo stesso trattamento del personale delle aziende sanitarie: a Modena si continua, infatti, a non riconoscere integralmente il diritto per essi alla mensa, quando invece negli altri Policlinici universitari, da Bologna, a Ferrara e Parma è concesso da tempo ed è interamente a carico delle rispettive aziende. E’ una disparità che va colmata perché sia restituita agli specializzandi piena dignità”.

