
La Procura, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha richiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo, della misura cautelare coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento dalla compagna. Pesanti come un macigno le contestazioni mosse all’uomo nei capi d’imputazione alla base del provvedimento. Gli si attribuiscono dall’estate del 2017 maltrattamenti abituali alla moglie consistititi nel picchiarla con schiaffi e pugni al volto, con una frequenza di almeno una volta alla settimana. Oltre all’alcol, di cui l’uomo fa uso smodato, alla base delle violenze la convinzione maturata nell’uomo che la compagna non era una brava donna di casa. In un’occasione le violenze hanno causato la donna lo scheggiamento degli incisivi e la frattura di due costole: per non farla andare in ospedale, dive è stata accompagnata da un’amica, il compagno dopo le violenze le aveva sottratto le chiavi della macchina.
Le vessazioni e le violenze hanno trovato le fonti di prova non tanto nella vittima, che non ha mai denunciato, ma negli stessi carabinieri che hanno relazionato i loro interventi e di relato da parte di persone vicine alla vittima alle quali la stessa confidava quanto subiva da mesi. quando dopo aver perso una scommessa online giocata nel computer di casa scaraventava a terra il computer provocando il pianto della figlioletta impaurita. Condotte violente che riscontrate in maniera puntuale e dettagliata dai carabinieri hanno visto la Procura richiedere, ed ottenere dal GIP del tribunale reggiani, l’odierno provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri di Cadelbosco Sopra.

