
Si tratta di una struttura ben conosciuta ai bolognesi che dal 1800 circa, e fino al 1990, ne hanno potuto usufruire come Maternità; a seguire, fino al 2011, è stata inutilizzata e in seguito acquisita all’asta dalla Max Immobiliare, che ha seguito la ristrutturazione mettendola oggi a disposizione del Tribunale di Bologna.
Sono state realizzate 15 aule per il dibattimento penale, oltre a un’ottantina di uffici e studi, a cui si aggiungono 15 cancellerie. Uno spazio apposito è stato riservato alla Polizia Penitenziaria, che avrà a disposizione – all’interno del palazzo – tre posti per gli automezzi adibiti all’accompagnamento dei detenuti.
Nei 6.700 metri quadrati della struttura son presenti due chiostri: quello del Refettorio e un secondo denominato della Sagrestia. Anche l’ex cappella del palazzo è stata riconvertita e ospiterà un’aula di dibattimento. Negli altri spazi dell’ex Maternità, nell’ambito dello stesso ‘isolato’, sono presenti la sezione del TAR e un ambulatorio privato, oltre a una scuola comunale e un parcheggio riservato ai dipendenti delle varie strutture.
In via D’Azeglio 56 saranno ospitati le sezioni dibattimentali, quella delle misure di
prevenzione, i GIP e i GUP e il tribunale distrettuale per le impugnazioni cautelari.
La firma della consegna degli atti tra il Presidente Caruso e l’ingegner Romano Volta ha visto la presenza della dottoressa Elena Barca, la quale “capitanava” la squadra dei dirigenti amministrativi che hanno seguito la pratica di consegna: Emanuela Melloni, Stefano Brunetti, Mariarosa Cavallone, Giovanbattista Racalmuto. In rappresentanza della proprietà e del team che ha seguito la ristrutturazione, l’architetto Franco Ghedini era accompagnato dalla architetto Maria Rezza e da Michele Gabriele, titolare della CMS che ha eseguito materialmente i lavori.

Visibilmente soddisfatto anche l’ingegner Volta: «È con una certa soddisfazione che consegniamo un palazzo riportato agli antichi splendori a un ufficio giudiziario così indispensabile alla città. Un recupero di sono sinceramente orgoglioso».
Una volta liberati gli spazi ora occupati dal “penale” a Palazzo Pizzardi , si trasferiranno in via Farini i Giudici di Pace, gli Ufficiali giudiziari e l’apparato tecnologico/informatico al servizio del Tribunale di Bologna.

