
Il trasporto pubblico non di linea, TAXI e NCC, ha subito i pesanti effetti della pandemia causati dal fermo degli spostamenti del mondo del lavoro, con l’uso dello smart working, e lo stop del flusso internazionale (fiere, turismo).
Il mondo TAXI e NCC conta complessivamente 1400 lavoratori di cui circa 1000 licenze, 300 addetti seconde guide e 100 operatori per il territorio dell’area metropolitana bolognese. Gli ultimi 10 mesi di crisi hanno comportato una riduzione media del 50% del lavoro, con picchi fino al 80% nei mesi più critici. L’attuale prospettiva è di consolidare il flusso di lavoro non al di sotto del calo del 55% rispetto al normale. Percentuali che rappresentano comunque una situazione di non sostenibilità economica per i lavoratori del settore.
La richiesta portata al Tavolo di salvaguardia è di sostegno a percorsi congiunti che portino a dare concretezza alle risorse stanziate per il settore e che si individuino azioni più generali di supporto. Due decreti del Governo, in agosto e novembre di quest’anno, hanno stanziato importanti risorse che non hanno ancora trovato attuazione. In particolare il decreto di novembre prevedrebbe l’utilizzo delle risorse entro il 31 dicembre 2020, di fatto impraticabile.
Città metropolitana e Comune di Bologna con tutti gli attori coinvolti si impegnano quindi nella definizione di un documento che raccolga tutte le proposte attuative utili al Governo, alla Regione e ad ANCI per sostenere il settore con azioni strutturate rendendo fruibili le risorse.

