
Stesso problema per il camionista, un 59enne bulgaro che non riusciva a spiegare cosa fosse successo. A quel punto, sono entrati in azione due interpreti, il primo, il Comandante della Stazione Carabinieri di Anzola Emilia, conoscitore della lingua serbo-croata, per comunicare col conducente del TIR e il secondo, un facchino afghano di 27 anni. Grazie al supporto logistico dei due interpreti, i Carabinieri della Stazione di Calderara, hanno scoperto che la notte precedente, i sei cittadini afghani, tre maggiorenni e tre minorenni, dopo essersi allontanati da un campo profughi rumeno, erano entrati di nascosto nel TIR, pagando 1.500 euro a testa a un trafficante di esseri umani che li ha chiusi nel cassone, impedendo loro di uscire a causa del meccanismo di apertura del portellone che si apre soltanto dall’esterno.
Il 59enne bulgaro ha riferito all’interprete militare di non essersi accorto di nulla perché si era fermato per riposarsi in attesa di ripartire all’alba in direzione di Calderara di Reno, attraversando l’Ungheria, la Slovenia ed entrando in Italia da Trieste. I sei cittadini afghani sono stati rifocillati dai Carabinieri, affidati alle cure dei sanitari del 118 e collocati in alcune strutture situate in Provincia di Bologna.

