
Stanno continuando senza sosta, infatti, le azioni di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del punto vendita Pam Panorama di Sassuolo a distanza di oltre un mese dall’attivazione dell’ammortizzatore e che nelle giornate di venerdì 5 e sabato 6 marzo si sono astenute dal lavoro nelle ultime ore del turno proseguendo l’adesione allo sciopero proclamato dai sindacati Filcams/Cgil Modena e Fisascat/Cisl Emilia Centrale.
“La Società continua a rimanere arroccata sulla sua posizione non prevedendo l’equa rotazione della cassa integrazione tra i lavoratori, discriminando parte di essi, ed arrivando addirittura a richiedere ai lavoratori singolarmente la sottoscrizione ed accettazione individuale dell’ammortizzatore sociale, azione che riteniamo possa ravvisare un comportamento intimidatorio ed antisindacale – dichiarano Cinzia Pinton (Filcams Cgil Modena) e Pascale Milone (Fisascat Cisl Emilia Centrale) – . Tutto questo, nonostante siano state fatte segnalazioni nei giorni scorsi attraverso le segreterie Nazionali dei sindacati agli enti preposti quali ITL e INPS per il controllo sull’utilizzo della cassa integrazione” .
“La situazione si sta protraendo ormai da troppo tempo – continuano le sindacaliste – tanto che abbiamo ritenuto indispensabile, a questo punto, fare richiesta di incontro al Sindaco di Sassuolo per sensibilizzare l’Amministrazione su questa delicata vertenza al fine di trovare una soluzione per tutti i lavoratori coinvolti sul punto vendita del Comune e per evitare che la situazione venutasi a creare porti ricadute occupazionali sul territorio anche a fronte di una dichiarazione di esuberi da parte della direzione aziendale”.
“Auspichiamo – aggiungono le sindacaliste – per il bene dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte, soprattutto in questa giornata che è dedicata al ricordo e alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile che l’azienda interrompa questo atteggiamento di chiusura aprendo un tavolo di confronto con le Organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e che vi sia maggiore attenzione e solidarietà per lavoratrici e lavoratori che stanno perdendo salario in difesa dei propri diritti e del proprio posto del lavoro”, concludono i sindacati.

