
“C’è da verificare – ha aggiunto Bargi – anche se le funzioni e il trattamento economico del personale ospedaliero rimarranno gli stessi oppure muteranno a causa della nuova configurazione societaria, vista l’intenzione dell’Ausl di Modena di rilevare le quote del soggetto privato uscito di scena, e se non ritenga opportuno rassicurare il personale in merito per evitare fuoriuscite di figure di alta professionalità dall’Ospedale”. “Ora- ha continuato Bargi – servono impegni seri sul futuro della struttura altrimenti si rischia di far scappare le professionalità che oggi rendono quella struttura un fiore all’occhiello della nostra sanità” ha chiarito Bargi. Nell’atto ispettivo il consigliere regionale della Lega ricorda che l’Ospedale di Sassuolo S.p.A. è una società mista pubblico-privato (con azionisti al 51% l’Azienda USL di Modena ed al 49% la società Atrikè S.p.A.), nata come sperimentazione gestionale finalizzata all’attuazione di un programma gestionale pubblico-privato, approvato in via sperimentale dalla Regione Emilia Romagna nel 2002 per “assicurare nell’area un assetto migliore di offerta per il livello di integrazione dei percorsi clinico-assistenziali, per i vantaggi in termini di efficienza complessiva, sicurezza e qualità, consentendo al contempo la valorizzazione della nuova struttura”. L’Ausl, riporta il leghista, ha richiamato “mutate esigenze di contesto, unitamente alla forte caratterizzazione pubblica dell’Ospedale di Sassuolo S.p.A” che “ hanno conseguentemente portato a rivalutazioni in ordine alla compagine societaria, in un’ottica di avvio di una nuova fase nella gestione della società medesima”. Secondo Bargi denuncia, usando parole della stessa Ausl, che “il Socio privato ha manifestato interesse all’uscita dalla compagine societaria, situazione peraltro già verificatasi in analoghe esperienze di modelli gestionali integrati, caratterizzati dal prevalente ruolo di committenza da parte del soggetto pubblico, nella fattispecie Azienda USL di Modena”. Occorre, invece secondo Bargi, “quali siano le ragioni che hanno determinato tale uscita e se la nuova configurazione societaria garantirà il mantenimento degli elevati standard raggiunti negli scorsi anni dall’Ospedale di Sassuolo, se verranno conservati ed eventualmente implementati i servizi e le prestazioni ospedaliere attualmente attivi e se la Regione intenda contribuirvi economicamente in qualche forma” conclude il leghista.

