
Nessuna teoria gender, quindi, ma un solo assunto: ognuno è libero di amare come si sente. Anche per i motivi elencati, il disegno di la legge Zan prevede azioni educative che non sono volte a “promuovere” comportamenti omosessuali, come qualcuno ha voluto leggere, ma sono volte a far riconoscere tali comportamenti per quello che sono, ammissibili e non colpevoli. Il sottosegretario all’Istruzione Sasso, leghista, dovrebbe, per il suo ruolo istituzionale, schierarsi affinché tutti gli studenti, omosessuali compresi, si sentano sicuri e rispettati nella scuola odierna, non sparlare di indottrinamento a senso unico, quando un insegnante, com’è dovere del suo ruolo e come è accaduto al Liceo Formiggini di Sassuolo, lavora per l’inclusione e la comprensione reciproca. Ognuno di noi esprime se stesso in molti modi, ognuno di noi ama come reputa meglio per se stesso, sempre nell’assoluto rispetto dell’altro, e la filosofia della legge è proprio questa: è in difetto chi condanna o discrimina chi si esprime diversamente da sé. Insomma il disegno di legge Zan non è contro qualcosa o qualcuno, ma a favore e a tutela della libertà di tutti”.

