Caro bollette, Cisl: “Metano sia energia di transizione, sviluppare fotovoltaico”



«Sarebbe il colmo arrivare alla transizione green perdendo per strada aziende e posti di lavoro. Per questo è opportuno che nel medio periodo il gas metano sia riconosciuto come fonte energetica di transizione verso le rinnovabili».

Lo chiede il sindacato dei ceramisti Femca Cisl Emilia Centrale, preoccupato per il fermo produttivo di qualche azienda che non riesce a far fronte ai rincari dei costi energetici.

«L’intero distretto ceramico di Sassuolo-Scandiano rischia uno stop proprio nel momento in cui il mercato è fortemente positivo – avverte il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Massimo Muratori – Ma oggi fermarsi significa perdere clienti e quote di mercato che non si recupereranno più, mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro».

Per Muratori bisogna accelerare il percorso verso la transizione green, ma senza abbandonare subito l’utilizzo del gas metano, che copre il 52% del consumo interno lordo del sistema industriale manifatturiero dell’Emilia-Romagna.

«Questo permetterebbe anche di accedere a incentivi per riconvertire gli impianti. È altrettanto urgente – aggiunge il segretario dei ceramisti Cisl – un intervento governativo per calmierare i costi del gas e degli oneri di sistema, creando consorzi tutelati per le aziende più energivore. Inoltre occorre mettersi nella condizione di attingere dalle nostre riserve nazionali in attesa di rimettere in moto impianti di estrazione e non dipendere esclusivamente dall’estero».

In generale la Cisl sostiene che vanno ripensate le politiche energetiche del nostro Paese con una strategia di medio periodo che, oltre al metano come energia di transizione, punti a un ulteriore sviluppo del fotovoltaico e a velocizzare gli iter autorizzativi sugli impianti.

«Il sistema produttivo regionale ha già fatto molto per funzionare con meno energia, tanto che nel 2018 (ultimo dato disponibile) le fonti rinnovabili rappresentavano una quota dei consumi complessivi pari al 10,8% – sottolinea Domenico Chiatto, responsabile delle politiche ambientali ed energetiche per la segreteria Cisl Emilia Centrale –

L’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per fotovoltaico installato. Nel prossimo futuro è necessario sviluppare ulteriormente questa fonte, sapendo però che bisogna essere in grado di produrre le componenti necessarie per non dipendere totalmente dalla Cina.

Nel contempo – continua Chiatto – vanno velocizzati gli iter autorizzativi sugli impianti delle energie rinnovabili, troppo lunghi e non compatibili con i tempi dettati dalla transizione green.

Infine occorre che la Regione estenda il più possibile la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) ed elevi le soglie di applicazione della valutazione d’impatto ambientale (VIA) per gli impianti, facendo valere per quanto possibile il meccanismo del silenzio-assenso», conclude il responsabile delle politiche ambientali ed energetiche per la segreteria Cisl Emilia Centrale.