
Una preoccupazione generale, quella esposta dal primo cittadino di Mirandola, che ammonisce sulle possibili conseguenze relative alla richiesta contenuta nella norma emanata dall’allora governo Renzi (2015) e avallata dall’allora Presidente della Conferenza Stato Regioni Sergio Chiamparino (2011-2015). Un provvedimento, introdotto dal successore (di Chiamparino) Stefano Bonaccini che prevedeva – per il periodo compreso fra lo scorso 2015 e il 2018 – la restituzione di una quota variabile tra il 40 e il 50% delle spese sostenute oltre il tetto massimo ammesso.
“Si tratterebbe di un provvedimento che metterebbe gravemente a rischio un settore strategico e molto rilevante per il territorio locale, regionale e nazionale: si parla di un distretto che vale il 2% del Pil italiano e che ha al proprio interno migliaia di famiglie di lavoratori. In un periodo storico di particolare incertezza economico/finanziaria sarebbero a rischio posti di lavoro e questo non possiamo permetterlo”.

