Biomedicale: nuovo contratto nazionale per 4 mila addetti distretto mirandolese



Sono circa 4 mila in provincia di Modena gli addetti del biomedicale interessati dal nuovo contratto nazionale di lavoro dell’industria della gomma, cavi elettrici e materie plastiche. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta dai sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil, Uiltec Uil e dalla federazione della gomma e plastica di Confindustria. Il contratto precedente era scaduto lo scorso 31 dicembre; quello nuovo vige fino al 31 dicembre 2025.

«Gli addetti del biomedicale lavorano principalmente a Mirandola e Comuni limitrofi, con alcune presenze anche Carpi e Novi di Modena, in aziende per la maggioranza appartenenti a multinazionali e/o fondi pensione europei e Usa – ricorda il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Massimo Muratori – Il rinnovo è stato raggiunto in tempi celeri rispetto alle modalità precedenti. Questo è sicuramente vantaggioso per i lavoratori in quanto non perdono valore retributivo. L’aumento medio complessivo nel triennio è di 153 euro lordi di trattamento economico, che diventano 167 euro con i 14 euro in più per il fondo sanitario integrativo. L’incremento medio complessivo nel triennio di vigenza sarà di 4.019 euro. La prima tranche – 61 euro – scatterà probabilmente da febbraio con il recupero del mese di gennaio, in quanto diverse aziende al momento della firma dell’intesa avevano già chiuso l’elaborazione della busta paga di gennaio. La seconda tranche sarà di 45 euro da gennaio 2024, mentre la terza – 47 euro – scatterà ad aprile 2025».

Muratori spiega che l’adesione al fondo sanitario integrativo diventa gratuita dal 1° gennaio 2024. Per attivare il fondo è sufficiente iscriversi, mentre il contributo economico è in capo alla singola azienda; aggiungendo una quota il lavoratore potrà accedere a un piano sanitario più completo.

«Particolare attenzione è stata data alla violenza di genere – aggiunge Carlo Alfonso Preti, componente di segreteria della Femca Cisl Emilia Centrale – Siamo riusciti a ottenere un ulteriore contributo di due mesi retribuiti, in aggiunta ai tre previsti dall’attuale normativa, in caso una lavoratrice sia vittima di violenza di genere tra le mura domestiche. Inoltre per informare e sensibilizzare i lavoratori su questo tema sono previste quattro ore di formazione annue. Le relazioni industriali vengono rafforzate attraverso il potenziamento dell’osservatorio sulle pari opportunità, il monitoraggio dell’occupazione femminile e degli accordi aziendali, finalizzato alla conoscenza delle buone pratiche. Inoltre, viene aperto il confronto alle filiere interconnesse al settore, per iniziative congiunte e la diffusione delle buone pratiche contrattuali e di raggiungimento della parità di genere».

Rispetto al contratto precedente è migliorato il capitolo salute e sicurezza, per il quale vengono aumentate le ore di permessi retribuiti annui individuali per ogni rls (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza). Aumenta anche lo scorporo dal comporto dei giorni di assenza per le terapie salvavita e la comunicazione relativa al periodo complessivo di conservazione del posto di lavoro al lavoratore che ne farà richiesta, oltre alla definizione delle linee guida per promuovere l’istituto delle ferie solidali. Vengono inoltre riconosciuti un ulteriore giorno aggiuntivo di permesso annuo in caso di malattia del minore di età compresa tra i 3 e i 10 anni, la frazionabilità del congedo parentale, la maturazione intera della rol per le assenze retribuite dei dieci giorni alla nascita del figlio e l’utilizzo dei permessi mensili della legge 104, il riconoscimento di tante giornate retribuite quante sono quelle necessarie per accertamenti, prelievo, degenza e convalescenza per i donatori di midollo osseo. Infine viene recepito l’accordo quadro interconfederale sul lavoro agile.

«Su diversi capitoli oggetto del rinnovo erano già stati raggiunti risultati anche con la contrattazione aziendale – sottolineano Muratori e Preti – Questo significa che alcune aziende del territorio sono sensibili e condividono con il sindacato il valore di alcuni temi e diritti. La parola passa ora ai lavoratori, – concludono i due sindacalisti della Femca Cisl Emilia Centrale -, chiamati ad approvare l’intesa nelle assemblee che saranno convocate nei luoghi di lavoro».