
L’ultimo grave episodio risale alla sera del 19 novembre 2016 quando, durante l’ennesima lite verbale, la donna riferiva al marito di volersi separare e l’uomo iniziava a minacciarla e dare in escandescenza. Per paura che potesse succedere il peggio la donna contattava il 112. Sul posto i carabinieri ripristinavano la calma, riprendendo il loro regolare servizio. Quando i militari se ne andarono, però, l’uomo iniziò a colpire la moglie con calci e pugni in volto, sulla schiena e le gambe, a tirarle i capelli, dicendo che non avrebbe dovuto chiamare i carabinieri. La donna il giorno successivo si recò al pronto soccorso per le cure, riportando una prognosi di 7 giorni.
Gravi condotte maltrattanti di cui si è reso responsabile l’uomo – 39enne campano – per le quali è stato riconosciuto colpevole dal competente Tribunale di Mantova e condannato a 3 anni e 5 mesi di reclusione. La condanna divenuta esecutiva è andata a cumularsi con altra condanna a 8 mesi di reclusione per il reato di ricettazione emessa dal Tribunale di Mantova, circostanza per cui il 39enne deve scontare complessivi 4 anni e 1 mese di reclusione, oltre al pagamento della multa di 300 euro e la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Per questi motivi, il competente Ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova ha emesso l’ordine di esecuzione pene concorrenti, il cui provvedimento restrittivo è stato eseguito ieri mattina dai Carabinieri della Stazione di Campagnola Emilia, nel cui comune l’uomo risiede.

