Sbarca a Venezia la mostra di SCART Sguardi sul cinema



Celebrare la grande tradizione cinematografica italiana, proprio in occasione dell’80esima edizione del Festival internazionale del cinema di Venezia, attraverso opere e installazioni artistiche realizzate totalmente con materiale di recupero industriale e scarti di lavorazione. Da oggi i ritratti delle più note star della settima arte made in Italy si potranno ammirare alla mostra Sguardi sul cinema, promossa dal Gruppo Hera in partnership con la Fondazione Ente dello Spettacolo.

Tra queste non poteva mancare Gina Lollobrigida, la diva scomparsa lo scorso 16 gennaio e a cui la Mostra internazionale d’arte cinematografica ha dedicato tutta la serata di preapertura: la musa di De Sica che ha contribuito a fare grande il cinema tricolore proietta il suo sguardo ammaliante attraverso frammenti di brillantini, cerniere, accessori di calzature, scarti di tessuti, catene e aste di occhiali. C’è anche Sophia Loren, con il suo fascino senza tempo ricostruito attraverso pezzetti di vetro, accessori di borsettificio, tessere di mosaico, ritagli di pelle e cravatte, e Massimo Troisi che sorride vestito con scarti di tomaie, fibbie e frammenti di cellophane. Un serafico Toni Servillo, tra residui di gommapiuma, passamaneria e velluto, e un “tragico e ridicolo” Ugo Tognazzi, nei panni che gli valsero il premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes del 1981 realizzati con bottoni, flaconi di farmaceutica e suole di cuoio. E ancora Monica Vitti, regina della commedia all’italiana, la cui sensualità è esaltata da un connubio di sfridi di tessuto e pelle, insieme a tante altre icone del cinema italiano: i loro ritratti sono stati completamente creati con oggetti di recupero nell’ambito di SCART, il progetto artistico della multiutility, grazie alla collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Firenze, Bologna e Ravenna.

L’esposizione, aperta al pubblico per tutta la durata del Festival del Cinema, dal 30 agosto fino al 9 settembre, è ospitata nello Spazio Cinematografo di Ente dello Spettacolo, all’interno dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia.

Il 31 agosto, alle 12.30, avrà luogo il Talk di presentazione della mostra: Maurizio Giani, curatore della mostra, e Paola Babini, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, daranno voce a SCART, raccontando storia e finalità del progetto della multiutility che si evolve di anno in anno grazie a importanti collaborazioni con studenti e docenti di varie Accademie, portando avanti un laboratorio di idee e di cultura della circolarità con confronto quanto mai attuale tra etica ed estetica, sostenibilità ed arte. Modera Giovanni Egidio, caporedattore di Repubblica Bologna.

Dai rifiuti giochi di luci, ombre e sguardi: l’arte al servizio dell’economia circolare

Le opere esposte dal Gruppo Hera nel corso della Mostra del Cinema di Venezia in partnership con la Fondazione Ente dello Spettacolo sono solo alcuni dei ritratti inclusi nella mostra completa Sguardi sul cinema di SCART, nata per celebrare la grande cinematografia italiana e ospitata nella sua ultima tappa presso lo storico Palazzo del Collegio Raffaello a Urbino.

Gli studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Bologna e Ravenna, nel corso di diversi workshop tenuti nei laboratori SCART presso l’impianto di trattamento rifiuti Herambiente di Santa Croce sull’Arno (PI), hanno riprodotto su quadri di notevoli dimensioni (70 x 100 cm o 160 x 200 cm) le foto di attrici e attori italiani attraverso la manipolazione e l’accostamento dei rifiuti industriali presenti nella materioteca a loro disposizione. Così, bottoni, sfridi di gomma, flaconi di plastica, ritagli di tessuto, pulper di cartiera, fili di rame e tanti altri materiali hanno ricreato sguardi e rughe, giochi di luce e ombre, con il suggestivo effetto ottico tipico della pittura macchiaiola. Da vicino, ogni volto appare confuso, quasi indistinguibile nel mosaico di oggetti diversi fra loro che si accavallano in ogni ritratto. Ma allontanandosi, magicamente, ogni dettaglio va al proprio posto e l’occhio percepisce il ritratto nella sua interezza, nitido e inconfondibile.