7 milioni di euro le risorse assegnate dalla Regione all’Azienda USL di Bologna per le persone in carico dal Dipartimento di Salute mentale



In Emilia-Romagna il Piano per la Salute mentale ammonta a 40 milioni di euro: finanziamenti confermati per il 2023 per sostenere le persone più fragili.

È una vasta platea di destinatari, dai bambini più piccoli agli adulti, quella a cui dà supporto il “Piano attuativo Salute mentale” 2023 della Regione Emilia-Romagna: a disposizione ci sono anche per quest’anno 40 milioni di euro del Fondo sanitario regionale, ripartiti tra tutte le Aziende sanitarie del territorio. Risorse che servono a finanziare servizi di fondamentale importanza, come dimostrano i numeri: nel 2022 sono state quasi 165mila (esattamente 164.978) le persone prese in carico dai servizi regionali, il 3,9% in più rispetto al 2021, quando erano state 158.772. E sta tornando ai livelli pre-pandemici tutta l’attività di cura e assistenza.

“40 milioni di euro dalla Regione per curare e assistere le persone più fragili e rendere possibili diagnosi sempre più precoci – spiega l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. Non solo, perché uno degli obiettivi del Piano è quello di costruire, secondo il cosiddetto modello del budget di salute, percorsi personalizzati che mettano al centro il paziente.  Parliamo di persone con fragilità diverse, che tante volte riguardano bambini e ragazzi e che abbiamo il dovere di aiutare con tutti gli strumenti, finanziari e di cura, possibili. Confermiamo dunque il nostro impegno e continuiamo a lavorare, anche insieme alle associazioni dei pazienti, per assicurare alle famiglie sostegno e assistenza”.

“Continua l’impegno di professionisti e sanitari che operano ogni giorno nell’ambito del Dipartimento di Salute che, ad integrazione dei servizi offerti alle persone prese in carico, nel corso del 2022 hanno promosso e consolidato la collaborazione con l’Università di Bologna e il Comune di Bologna attraverso il progetto “perché ci vuole una città” spiega Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna.

“A fronte dell’incremento delle richieste di accesso ai servizi e delle prese in carico e dei bisogni espressi dalla popolazione nel corso del periodo pandemico e post-pandemico, l’importanza di consolidare collaborazioni fra servizi sanitari, sociali e terzo settore è ancora più rilevante. In questa direzione si colloca ad esempio la sperimentazione del recovery college frutto di percorso condiviso con UniBo, Comune di Bologna, associazioni e cooperazione sociale” spiega Fabio Lucchi, Direttore del Dipartimento di Salute mentale.

Ad oggi in quattro aree dei distretti bolognesi, a supporto dei percorsi di ripresa e consapevolezza sui temi della Salute mentale, sono già state sviluppate diverse attività formative e laboratoriali, accessibili a tutti: pazienti, caregiver o semplicemente cittadini. https://site.unibo.it/ci-vuole-una-citta/it/agenda

 

Offerta assistenziale in Azienda USL di Bologna e dati 2022 

Il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze patologiche è costituito da una rete molto ampia di servizi: 77 punti ambulatoriali (31 della NPIA – neuropsichiatria, infanzia e adolescenza – 34 della PA – psichiatria adulti –  e 12 delle DP – dipendenze patologiche), 2 residenze (una dedicata ad utenti dei servizi autori di reato con misure alternative alla detenzione), 3 servizi psichiatrici ospedalieri  di cui 1 a direzione universitaria. A questi si aggiungono 2 Case di Cura, 4 RTR–E (Residenze per Trattamenti Riabilitativi Estensivi) e numerose Comunità alloggio e Gruppi appartamento gestiti dal privato accreditato in costante collaborazione con il servizio pubblico.    Ai servizi del DSM-DP nel corso del 2022 si sono rivolte complessivamente 32.457 persone, considerando sia i soli primi accessi che gli utenti presi in carico stabilmente.

Nel complesso, lo scorso anno, le persone in carico dai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e adolescenza sono state 11.039, 17.524 gli utenti in carico ai servizi di salute mentale adulti e 3.894 quelli in carico ai servizi per le dipendenze patologiche.

 

AREA NEUROPSICHIATRIA INFANZIA E ADOLESCENZA (NPIA)

ANNO NUMERO UTENTI IN CARICO (*)
2019 10.207, compresi 3.198 nuovi casi
2020 9.183, compresi 2.293 nuovi casi
2021 10.371, compresi 3.740 nuovi casi
2022 11.039, compresi 1.448 nuovi casi

 

* Si tratta del numero di utenti seguiti stabilmente dal servizio, con progetto terapeutico.

Le prese in carico della NPIA coinvolgono bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e  18 anni. Tra le diagnosi riscontrate ci sono i disturbi dello spettro autistico (1.563), ADHD (833), i disturbi della condotta (1.492) e i disturbi psicotici (660).

AREA SALUTE MENTALE ADULTI  

ANNO NUMERO UTENTI IN CARICO AI CSM (Centri di Salute Mentale)*
2019 17.847, di cui nuovi 5.527
2020 16.705, di cui nuovi 4.189
2021 18.251, di cui nuovi 5.658
2022 17.524, di cui nuovi 6.407

* Si tratta del numero di utenti seguiti stabilmente dal servizio, con progetto terapeutico.

Classi età Percent
< 17 0.28%
17-24aa. 10.36%
25-34aa. 13.03%
35-44aa. 12.94%
45-54aa. 21.86%
55-64aa. 21.64%
65-74aa. 11.79%
>75aa. 8.10%
Total 100,0%

La quota prevalente di utenti (21.86%) si colloca nella fascia d’età 45-54 anni.

I dati evidenziano stabilità nell’andamento delle diagnosi prevalenti: le  principali riguardano i disturbi riconducibili allo spettro psicotico, i disturbi della personalità e i disturbi d’ansia. E’ costante il monitoraggio degli esordi psicotici e i  disturbi del comportamento alimentare.

I ricoveri in residenza territoriale a trattamento intensivo sono stati 70, e 90 nelle strutture residenziali a trattamento estensivo. Sono stati 83 gli utenti inseriti nelle Comunità Alloggio e Gruppi Appartamento dell’accordo quadro in vigore nella AUSL. Gli utenti MAD (con Misure Alternative alla Detenzione) seguiti nelle strutture di cui sopra sono 37.

Si conferma l’impegno attraverso 765 progetti individualizzati con budget di salute a supporto della domiciliarità, dell’inclusione sociale e del contrasto a forme di istituzionalizzazione. Sono stati attivati 919 tirocini formativi relativi a 581 utenti e si sono sviluppati 465 percorsi orientati alla recovery con il modello IPS ( Individual Placement Support).

Con l’obiettivo di acquisire o recuperare abilità, senso di autostima e appartenenza alla comunità sono stati garantiti numerosi interventi psico-sociali nelle aree tempo libero, sport, attività espressiva e multimedia, gruppi per le famiglie e di auto-mutuo-aiuto, con gruppi-laboratori-attività, realizzati attraverso i progetti PRISMA coprogettati con le associazioni del Terzo settore che fanno riferimento al Comitato Utenti Operatori e Famigliari, sia per l’area degli adulti che dei minori.

In riferimento all’attività ospedaliera, i ricoveri dello SPOI (Servizio Psichiatrico Ospedaliero Intensivo) sono stati 321 per complessive 6.085 giornate di degenza, i ricoveri nei tre SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) cittadini sono stati 1.351 con un tasso di occupazione del 84.17%.

AREA DIPENDENZE PATOLOGICHE – UTENTI IN CARICO*

AREA 2019 2020 2021 2022
DROGHE-FARMACI 2.891 2.790 2.927, di cui nuovi 588 2.675, di cui nuovi 436
ALCOL 1.061 984 958, di cui nuovi 245 989, di cui nuovi 250
GIOCO 120 219 209, di cui 91 nuovi 230, di cui nuovi 89
TOTALE 4.072 3.993 4.094 3.894

 

* Si tratta del numero di utenti seguiti stabilmente dal servizio, con progetto terapeutico.

Dopo l’incremento registrato nel 2021, nel 2022 si rileva una lieve diminuzione della domanda di trattamento che riguarda principalmente l’area droghe-farmaci e alcol, mentre si registra un incremento degli utenti in carico per gioco d’azzardo, a seguito della diminuzione che ha contraddistinto il biennio precedente. È continuata l’attività dell’Unità di Strada, che svolge funzioni ed interventi di “prossimità”, finalizzati alla riduzione del danno e alla riduzione dei rischi, attraverso la presenza nei luoghi di aggregazione e di vita di persone in condizioni o a rischio di marginalità sociale associato al consumo di sostanze stupefacenti.

I Progetti Obiettivo regionali hanno inoltre consentito di supportare aree di intervento clinico-diagnostiche specifiche con azioni che si sono integrate con l’attività ordinaria dei servizi come ad esempio l’autismo, i disturbi del comportamento alimentare, gli esordi psicotici.