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Salute mentale, inaugurato il Centro Diurno per l’età evolutiva in via dell’Osservanza

Una struttura sanitaria intermedia tra ospedale e territorio, per un efficace intervento su preadolescenti e adolescenti con psicopatologia. Il Centro, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18, può accogliere ogni giorno fino a 12 minori, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, con quadri psicopatologici

È stato inaugurato questa mattina il “Centro diurno età evolutiva in via dell’Osservanza”, che prende il nome dall’omonima via in cui, al civico 23, si trovano i nuovi spazi dedicati all’accoglienza di preadolescenti e adolescenti con diversi quadri clinici di psicopatologia.

Il progetto, finanziato grazie a fondi ministeriali, nasce dalla constatazione che è necessario implementare strutture dedicate alla salute mentale in età evolutiva. I servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, anche prima del covid, hanno registrato, da parte di minori e famiglie, un vertiginoso aumento di richieste di aiuto correlate a molteplici forme di psicopatologia con caratteristiche di presentazione molto acuta e abbassamento dell’età d’esordio. Tra i disturbi emergenti: stati di ansia, disturbi da dipendenze comportamentali, disturbi della nutrizione e alimentazione, ideazione suicidaria, autolesionismo, tentato suicidio, ritiro sociale.

Proprio per rispondere con efficacia al bisogno dei tanti minori in difficoltà, i professionisti della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza  attività territoriale e quelli della Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva si sono fatti promotori del progetto del nuovo Centro Diurno in via dell’ Osservanza con cui l’Azienda USL di Bologna intende ampliare l’offerta dei setting di cura e di assistenza attraverso i quali dare supporto e favorire il benessere di minori in difficoltà.

Al taglio del nastro per l’inaugurazione della nuova struttura intermedia in gestione all’Azienda USL di Bologna erano presenti l’Assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, il Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna Paolo Bordon, il Direttore del Dipartimento di Salute mentale Fabio Lucchi, la Direttrice della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza Simona Chiodo, il Direttore della Psichiatria e Psicoterapia dell’età evolutiva Stefano Costa, insieme all’Assessore comunale al Welfare e salute, nuove cittadinanze, fragilità, anziani, disabilità,  Luca Rizzo Nervo.

Il Centro, aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18, può accogliere quotidianamente fino a 12 giovani, di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, con disagio riconducibile ad aree della psicopatologia, caratterizzate da instabilità ed elevato rischio: minori appena dimessi da un ricovero ospedaliero, minori che potrebbero arrivare a dover essere ricovati, minori con problematiche riconducibili al ritiro sociale, per cui gli interventi ambulatoriali non riscontrano alcuna efficacia. Il minore ed il suo nucleo famigliare vengono coinvolti in una progettazione terapeutica individualizzata e di gruppo che, insieme ad interventi più tradizionali, contempla attività espressive e creative, utili a favorire – laddove possibile – il rapido ripristino dello stato di benessere.

“A fronte dell’incremento delle manifestazioni di psicopatologia dell’età evolutiva  registrato negli ultimi anni, poter disporre di un centro in grado di offrire una risposta tempestiva alle crisi psicopatologiche più gravi dei preadolescenti e  adolescenti ci consentirà di intercettarle precocemente, favorendone la guarigione in minor tempo, proprio in virtù di progetti personalizzati che nascono con l’obiettivo di favorirne l’inclusione in società e, quando possibile, evitarne il ricovero ospedaliero” precisa Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna

“Questo nuovo centro nasce dalla necessità di poter contare su una struttura sanitaria intermedia dedicata all’età evolutiva, cercando di evitare l’ospedalizzazione, favorendo la ripresa rapida di un percorso evolutivo. – spiega Simona Chiodo, Direttrice della NPIA attività territoriale dell’Azienda USL di Bologna.  Alcuni neuropsichiatri che lavorano sul territorio lavoreranno a tempo parziale presso il centro diurno, potendo disporre di strumenti terapeutici efficaci ancorati alla rete dei servizi e prontamente disponibili”.

“Il nuovo centro Diurno si aggiunge all’attuale Day Service presso l’Ospedale Maggiore e si colloca fra il ricovero e l’intervento ambulatoriale in un’ottica di stepped care, arricchendo la rete delle risposte di cura per l’età evolutiva – approfondisce Stefano Costa, Direttore dell’Unità operativa di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva.

Gli ingredienti che caratterizzano l’impostazione sono: la tempestività, l’intensità, la personalizzazione degli interventi. Un’altra importante caratteristica è l’integrazione multiprofessionale fra medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, operatori Individual Placement Support, che co-progetteranno interventi personalizzati creativi, finalizzati alla ripresa dei contatti sociali nei propri ambienti di vita”.

“Il nuovo Centro rappresenta un punto di rafforzamento della rete dei servizi di cura e accompagnamento di ragazzi e ragazze con psicopatologie, oggi purtroppo in significativo aumento. Per la nostra città si tratta un grande passo avanti perché questi minori in situazione di sofferenza avranno un nuovo luogo di accompagnamento e cura che consentirà progettazioni sanitarie e socio-sanitarie innovative, sempre più personalizzate e rispondenti ai loro bisogni”, sottolinea Luca Rizzo Nervo, Assessore al welfare e salute del Comune di Bologna.

“L’aumento dei casi di minori con psicopatologie è cresciuto in maniera così significativa da prefigurare a livello regionale, nazionale e internazionale una vera emergenza sanitaria, a fronte della quale i servizi attualmente disponibili devono essere potenziati. Ecco perché quello di oggi è un momento importante, che si inserisce nell’impegno della Regione di programmare risposte maggiormente appropriate per questa criticità, strutturando una rete di servizi ambulatoriali, residenziali e ospedalieri a differente livello assistenziale, che possano dare risposte adeguate a questo tipo di pazienti e alle loro famiglie, sostenendo le aziende con finanziamenti dedicati”. Così conclude Raffaele Donini, Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna.

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