
Ha risposto l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli: “Confermiamo le volontà espresse in campagna elettorale: Un percorso partecipato definirà il futuro di Piazza Grande.
È però riduttivo e improprio chiedere oggi se il percorso partecipativo porterà ad una completa o parziale pedonalizzazione e con quale tempistica o quale articolazione spaziale. Questo non toglie, anzi conferma, che l’orientamento della nostra coalizione abbia come riferimento chiaro e condiviso il fatto che questo luogo sia sempre più una “piazza” e non solo un “parcheggio” (scelta che non avrebbe giustificato un importante – e condiviso – progetto di pavimentazione lapidea della piazza, in alternativa ad una semplice possibile asfaltatura). Il tema non è tanto quindi come sarà’ alla fine la nostra piazza, quanto come sarà il percorso partecipato che porterà alle scelte su come, quando e dove attivare migliorie rispetto all’assetto attuale.
L’immagine (il cosiddetto “render” citato nell’interrogazione) è stato uno dei tanti strumenti utilizzati in campagna elettorale per essere ancora più chiari nel rispetto dei cittadini circa l’orientamento per le future scelte sulla città: una sorta di “programma per immagini”, che ha il coraggio di immaginare anche soluzioni e percorsi diversi da quelli che potevano prevedere una facile capitalizzazione elettorale. Senza coraggio e visione avremmo forse ancora le auto parcheggiate in piazza piccola, come ci ricordano alcune fotografie scattate negli anni sessanta.
E` interessante considerare come la stessa immagine si possa prestare a diverse “letture” a seconda di chi la osservi. La lettura dell’interrogazione pone in evidenza una sorta di “mancanza”, quella delle automobili parcheggiate nella zona più storica e delicata della piazza, quella davanti alla Guglia e soprattutto davanti alla chiesa di San Giorgio. La nostra lettura, della stessa immagine, la vede invece una piazza piena di gente e di attività`. Una analisi più attenta della immagine scopre che non è la visione di un solo progetto ma di molti progetti: un centro a misura per le persone, con meno barriere architettoniche, con del verde e dell’arredo urbano, dove chi è stanco può’ fermarsi… una città’ quindi più abitata e vissuta, per dare più’ sicurezza e vitalità anche ai piccoli negozianti che sono un elemento importante del centro storico.
Chi studia come rigenerare i centri storici sa bene che la dotazione di parcheggi e meglio ancora la raggiungibilità è solo uno dei tanti strumenti da poter e dover utilizzare. La tutela del piccolo commercio ad esempio avviene soprattutto facendo “sistema” anche con un piano multidisciplinare del centro storico e soprattutto, questa tutela, avviene non sbilanciando (per quantità` e localizzazione) il sistema della offerta tra grande distribuzione in una zona della periferia e piccolo commercio in centro storico, con pesanti impatti sul numero di negozi sfitti anche nelle aree centrali della nostra città.
La novità sarà pertanto il “percorso partecipato” (farlo insieme e in modo palese) per aggiornare i vari strumenti pianificatori che non sono stati non conclusi dalla scorsa amministrazione (a partire dal PUG, fino appunto al piano della sosta). Quello di migliorare e soprattutto di ultimare questi fondamentali strumenti per la gestione di ogni città sono un atto dovuto per i cittadini ma anche per chi ha investito e vuole investire in questo territorio.
Per concludere la sequenza delle prossime tappe che attiveremo sarà: partecipazione nella progettazione dell’aggiornamento degli strumenti urbanistici, progettazione e realizzazione di alternative per la raggiungibilità centro storico (quali la realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori, come ad esempio quello multi-piano di via Pia, di cui è stata appena firmata la convenzione lo scorso 18.09.2024, con una dotazione di oltre 250 posti auto), passando quindi alla progettazione di come e in quali fasi migliorare il funzionamento del centro, non escludendo anche l’ampliamento di zone pedonali o comunque protette”.

