
“Arriviamo da anni difficili – spiega Lorenzo Catellani, presidente di Cia Reggio – in cui le imprese agricole hanno resistito con sacrificio e responsabilità. Oggi però non possiamo accettare a scatola chiusa un accordo commerciale che rischia di compromettere ulteriormente la competitività delle nostre aziende. L’intesa con il Mercosur, così come proposta, non garantisce condizioni eque: permette l’ingresso di prodotti che non rispettano minimamente gli standard europei, siano essi ambientali, sanitari o di sicurezza alimentare. È una minaccia diretta alla sostenibilità economica delle imprese reggiane”.
La partecipazione del territorio non è episodica: nelle scorse settimane gli agricoltori di CIA Reggio hanno già manifestato a Bruxelles, affiancando migliaia di colleghi europei per chiedere un cambio di rotta nelle politiche agricole e commerciali dell’Unione. La presenza a Strasburgo, quindi, dà continuità a un percorso di mobilitazione convinto e crescente.
Catellani sottolinea come l’impegno dei produttori reggiani sia costante e concreto: “A Bruxelles abbiamo portato le nostre ragioni e le nostre storie, e lo faremo anche a Strasburgo. Abbiamo aziende che investono ogni giorno in qualità, tracciabilità, innovazione, tutela dell’ambiente e benessere animale. Tutto questo ha un valore e un costo. Non possiamo competere con chi opera senza le nostre stesse regole. Non chiediamo privilegi: chiediamo equità”.
Fondamentale, secondo Catellani, anche il tema dei controlli: “I nostri agricoltori affrontano verifiche rigide e costanti, mentre i prodotti extra-Ue rischiano di entrare con criteri molto meno stringenti. Serve reciprocità vera, e servono meccanismi di salvaguardia rapidi ed efficaci, capaci di proteggere immediatamente le nostre produzioni quando il mercato è messo a rischio. A Strasburgo ci saremo in tanti per far sentire forte la nostra voce: l’agricoltura reggiana va tutelata e valorizzata”.

