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L’Unione delle Terre d’Argine premiata per la categoria Agende Digitali degli Enti Locali

Il riconoscimento nazionale dedicato alle esperienze più significative di innovazione nella pubblica amministrazione



Il progetto “IT Circolare – Gestione sostenibile del parco informatico” dell’Unione delle Terre d’Argine è risultato primo classificato nella categoria Agende Digitali degli Enti Locali, ottenendo il punteggio più elevato tra le candidature presentate. Nella stessa categoria, fra gli Enti di livello regionale e nazionale, sono state premiate rispettivamente la Regione Piemonte e la Ragioneria dello Stato.

Il progetto premiato riguarda la gestione sostenibile delle dotazioni informatiche dell’Ente, attraverso il riuso delle apparecchiature, l’allungamento del ciclo di vita dei dispositivi, la riduzione dei rifiuti elettronici e una maggiore attenzione all’impatto ambientale delle tecnologie digitali utilizzate quotidianamente nei servizi pubblici. La premiazione si è svolta oggi nell’ambito del convegno “Italia digitale: il nuovo mondo”, ospitato presso il Politecnico di Milano, occasione di confronto tra amministrazioni, università e operatori pubblici sui temi della trasformazione digitale.

Il riconoscimento si inserisce in un percorso che l’Unione delle Terre d’Argine porta avanti da tempo sul tema della sostenibilità applicata all’innovazione tecnologica. Negli scorsi mesi, lo stesso progetto era già stato segnalato a livello nazionale nell’ambito di altri premi dedicati alle buone pratiche degli enti locali, confermando la rilevanza dell’approccio adottato.

«Con questo progetto – commenta Enrico Diacci, Presidente dell’Unione delle Terre d’Argine e Sindaco di Novi di Modena – abbiamo voluto superare la logica della tecnologia usa e getta e iniziare a pensare all’IT come a un patrimonio da far crescere in modo sostenibile nel tempo. L’innovazione non significa solo sostituire, ma anche rigenerare, riusare e valorizzare ciò che già esiste. Si parla spesso di ecosistema digitale, ma la tecnologia deve tenere conto dell’ecosistema nel suo complesso: ambiente, persone, risorse e impatti. Il digitale non può crescere ignorando ciò che consuma. Come Pubblica Amministrazione» – prosegue Diacci«abbiamo una responsabilità particolare: orientare le scelte tecnologiche non solo all’innovazione, ma anche alla sostenibilità, alla durata nel tempo e al valore pubblico che generano. In questo percorso è centrale anche il tema della “second life” delle tecnologie, che possono essere rimesse in circolo e messe a disposizione del territorio, delle associazioni e delle persone più fragili, trasformando un bene dismesso in una nuova opportunità».

«Stiamo trasformando questa visione in un metodo di lavoro quotidiano: allungare la vita dei dispositivi digitali, rigenerare laddove possibile e scegliere il nuovo solo quando introduce un reale salto di valore tecnologico. Questo significa governare l’IT con criteri di sostenibilità, sicurezza e continuità operativa. Un approccio concreto, replicabile, che rende l’innovazione più solida e sostenibile nel tempo» – aggiunge Daniele De Simone, Dirigente del Settore Servizi Informatici e Innovazione Digitale.

L’esperienza dell’IT circolare dimostra come anche le politiche digitali possano contribuire in modo concreto agli obiettivi ambientali e di uso responsabile delle risorse, con ricadute positive sull’organizzazione interna e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.