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Centri estivi: la Regione conferma anche quest’anno 10 milioni di euro di investimento per sostenere le famiglie durante la chiusura delle scuole



Sostenere la conciliazione tra vita familiare e lavorativa dei genitori, ridurre le disuguaglianze economiche nella fruizione dei servizi estivi, favorire la socializzazione, l’inclusione e l’integrazione di bambini, bambine, ragazzi e ragazze, contrastare le povertà educative, ampliando l’accesso a opportunità extrascolastiche di qualità e rafforzare il sistema educativo regionale.

La Regione Emilia-Romagna continua a puntare sui Centri estivi, e lo fa stanziando, con una delibera approvata nell’ultima seduta di Giunta, 10 milioni di euro – risorse europee del Programma regionale Fse+ 2021-2027 – a sostegno delle famiglie per la frequenza da parte dei figli tra i 3 e i 13 anni, durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche.

Per il 2026 viene confermata la platea delle famiglie beneficiarie che potranno accedere alla misura con dichiarazione Isee fino a 26.000 euro, e rinnovato l’impegno economico assunto nel 2025, che aveva visto un incremento di 3 milioni di euro, pari al +40% rispetto all’anno precedente. Una scelta, quella assunta dalla Giunta guidata dal presidente Michele de Pascale, che nel 2025, grazie alle risorse stanziate dalla Regione, ha permesso di dare risposta a 34.300 domande idonee: il 91% delle richieste presentate ai Comuni, contro il 71% del 2024.

Non solo, perché dai dati comunicati dai Distretti, con il concorso dell’investimento dei Comuni si è raggiunto un tasso di copertura delle domande del 97%: su 37.321 pervenute, 36.269 sono state complessivamente accolte. Di queste, 4.468 riguardavano bambini e ragazzi con disabilità, che anche quest’anno potranno accedere fino ai 17 anni e senza limite di Isee.

“É un investimento a cui teniamo molto e sul quale quest’anno rinnoviamo lo stesso impegno economico che nel 2025 ci ha permesso di soddisfare un numero altissimo di domande- commenta l’assessora a Welfare, Scuola, Politiche per l’infanzia, Isabella Conti-. Favorire l’accesso ai Centri estivi significa aiutare le famiglie in uno dei periodi più delicati dell’anno, ne siamo ben consapevoli, durante il quale è ancora più complessa la conciliazione tra lavoro, tempi di vita e bisogni di cura dei figli. Un contributo- prosegue l’assessora- che non solo permette ai genitori di affrontare con maggiore serenità l’organizzazione quotidiana, ma rafforza il diritto di bambini e bambine a vivere esperienze educative e formative qualificate, anche d’estate”.

“I Centri estivi- aggiunge Conti- rappresentano infatti opportunità di socialità e inclusione straordinarie anche per bambine, bambini, ragazze e ragazzi in condizioni di maggiore fragilità, offrendo loro spazi di continuità nelle relazioni, di nuovi scambi e conoscenze, di apprendimento condiviso. Le attività tipiche che vi si svolgono – laboratori all’aperto, esplorazioni del territorio, esperienze sportive – favoriscono creatività, benessere psicofisico e salute e, non ultimo, il mantenimento di competenze e apprendimenti maturati durante l’anno scolastico, limitando le regressioni connesse all’isolamento e alla mancanza di relazioni con coetanei. Queste proposte mettono poi in rete scuole, Enti locali, associazioni e Terzo settore, rendendo visibile la forza della comunità educante. L’esperienza maturata negli anni precedenti ha evidenziato una domanda crescente di contributi- conclude Conti-, la Regione vuole essere anche con questo strumento a fianco delle famiglie”.

Destinatari e importo dei contributi

La misura è rivolta a famiglie, anche affidatarie, con figli dai 3 ai 13 anni (17 se con disabilità certificata), quindi nati dal 2013 al 2023 in cui uno (in caso di famiglie monogenitoriali) o entrambi i genitori risultino occupati e residenti in Emilia-Romagna.

Possono chiedere il contributo anche le famiglie nelle quali uno o entrambi i genitori siano in cassa integrazione, mobilità, disoccupati purché abbiano sottoscritto un Patto di servizio con i centri per l’impiego con il quale si sono impegnati a fruire di un percorso di politica attiva per la ricerca di un’occupazione. Inoltre, possono beneficiarne famiglie in cui anche un solo genitore è impegnato in modo continuativo in compiti di cura, se nel nucleo familiare è presente una persona con disabilità grave o non autosufficiente.

Il contributo è finalizzato alla copertura, totale o parziale in funzione del costo effettivo, della rata di frequenza settimanale, con un contributo massimo complessivo di 300 euro per ciascun figlio, e nel limite di 100 euro a settimana; può essere utilizzato anche per settimane non consecutive e in Centri estivi differenti. È cumulabile con altri contributi, purché non si superi il costo effettivo del servizio.

Le risorse complessive, pari a 10 milioni di euro, sono ripartite sull’intero territorio regionale a livello di Distretto socio-sanitario, secondo due criteri: per il 70% (7 milioni) in base ai potenziali destinatari, quindi in base alla popolazione residente al 1^ gennaio 2025 di età 3‑13 anni; per il 30% (3 milioni) in base al numero di domande presentate per l’anno 2025.

Le domande vanno presentate al Comune di residenza. Saranno infatti Comuni e Unioni di Comuni aderenti al progetto a raccogliere le domande delle famiglie, verificare i requisiti e definire le modalità di erogazione del contributo.