Si sono conclusi, in provincia di Bologna e di Modena, gli interventi di efficientamento dei principali impianti di depurazione delle acque reflue gestiti da Sorgeaqua S.r.l., realizzati grazie al progetto finanziato ad ATERSIR, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro.
L’intervento ha interessato i cinque principali depuratori gestiti da Sorgeaqua, situati nei territori di Crevalcore, Finale Emilia, Massa Finalese, Nonantola e Sant’Agata Bolognese, che depurano le acque di fognatura di circa 60.000 abitanti equivalenti insediati nei territori serviti, pari al 75% della capacità totale gestita.
Gli interventi si sono concentrati sull’efficientamento dei comparti di ossidazione biologica – il cuore degli impianti che incidono per oltre il 50% sui consumi energetici – attraverso l’installazione di moderne tecnologie per la produzione e la distribuzione dell’aria, oltre all’introduzione di sistemi di automazione avanzata ad aerazione intermittente.
Presso l’impianto di Crevalcore è stato inoltre ammodernato il sistema di disidratazione dei fanghi, con soluzioni a minore consumo energetico, contribuendo così alla riduzione della Carbon Footprint complessiva (Impronta di carbonio, indice significativo per la misura dell’impatto sul riscaldamento climatico) dell’ambito gestito da Sorgeaqua.
Infine, nei siti di Crevalcore e Nonantola saranno predisposti due comparti di trattamento finale delle acque depurate – affinamento – per consentirne il loro riutilizzo in agricoltura.
I risultati conseguiti sono significativi:
- riduzione dei consumi energetici pari a 490 MWh/anno (corrispondenti ai consumi elettrici di circa 200 famiglie), grazie all’efficientamento complessivo del sistema fognario-depurativo, inclusi i consumi dei nuovi sistemi di pompaggio;
- riduzione dei consumi energetici degli impianti fino al 30%, grazie all’introduzione di tecnologie innovative (compressori ad alta efficienza, diffusori a bolle fini, presse a vite a basso consumo per il trattamento dei fanghi) e a sistemi di controllo di processo ottimizzati;
- riduzione della Carbon Footprint pari a 179 tonnellate di CO2 equivalente/anno, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC 2030), anche grazie a una riduzione stimata del 10% dei fanghi prodotti complessivamente nei cinque impianti, ottenuta mediante l’aerazione intermittente;
- disponibilità di circa 7.000 mc/giorno di acqua riutilizzabile in Classe C e D secondo il Regolamento (UE) 2020/741.
“Questo intervento dimostra concretamente come sia possibile coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale ed efficienza gestionale – dichiara Vito Belladonna, Direttore di ATERSIR -. Grazie alle risorse del PNRR, è stato realizzato un progetto che riduce i consumi energetici, migliora l’impatto ambientale e introduce soluzioni avanzate per il riutilizzo della risorsa idrica. Si tratta di un passo importante verso un sistema più resiliente e orientato all’economia circolare”.
Con la conclusione di questo intervento, ATERSIR conferma il proprio ruolo di promozione e coordinamento di interventi strategici per l’innovazione e la sostenibilità del Servizio idrico integrato, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del PNRR.

