Una mattinata di festa, colori e condivisione nel cuore del paese, con un messaggio semplice ma potente affidato ai più piccoli: la pace. Si concluderà venerdì 24 aprile, a partire dalle ore 10 in Piazza Martiri della Libertà, la Settimana dell’Intercultura promossa nelle scuole dell’infanzia del territorio comunale.
Protagonisti saranno i bambini delle scuole Farri, Colori, Garibaldi e Orizzonti, che si ritroveranno davanti al Municipio per dare vita all’evento finale di un percorso dedicato alla scoperta di tradizioni, usi, cibi, musiche e storie provenienti da diversi Paesi del mondo.
Al centro della mattinata ci sarà la parola “PACE”. I bambini, con il supporto delle famiglie, hanno infatti preparato le lettere che compongono il messaggio e le poseranno a terra insieme alle strisce colorate della bandiera arcobaleno, simbolo universale di fratellanza e convivenza. Il tutto sarà accompagnato dalle note del brano Esseri umani di Marco Mengoni.
Non mancheranno momenti musicali con l’esibizione dei piccoli nella canzone “La pace Oh”, oltre alla partecipazione di alcuni genitori che proporranno musiche tradizionali e danze tipiche dei propri Paesi di origine, coinvolgendo anche il pubblico presente.
Un’iniziativa che punta a valorizzare il rispetto reciproco e la conoscenza delle differenze culturali come elemento di crescita per l’intera comunità.
“Questa giornata rappresenta un momento prezioso per tutta la nostra comunità. Le scuole dell’infanzia, insieme alle famiglie, ci mostrano come il dialogo tra culture diverse possa nascere in modo spontaneo, autentico e gioioso, proprio a partire dai più piccoli”, sottolinea l’assessore alla Scuola, Cultura e Pari Opportunità Graziella Tosi.
“Vedere i bambini costruire insieme un messaggio di pace, cantare e condividere musiche e danze provenienti da tanti Paesi diversi è un segno concreto di inclusione, rispetto e pari opportunità. È così che si costruisce il futuro: valorizzando le differenze come una ricchezza e creando occasioni di incontro”.
L’assessore ringrazia infine insegnanti, educatori e famiglie che hanno contribuito alla riuscita del progetto. L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla mattinata di venerdì, aperta a tutti.
Una mostra racconta guerra, voto e il primo sì delle donne alle urne giovedì 23 aprile alla Sala Gino Strada l’inaugurazione dell’esposizione inserita nel programma del 25 Aprile
Una mostra per raccontare il passaggio dalla guerra alla democrazia, con uno sguardo particolare a una svolta che ha cambiato la storia italiana: il primo voto delle donne. Sarà inaugurata giovedì 23 aprile, alle ore 10, nella Sala Espositiva Gino Strada, la mostra “Casalgrande 1946–2026. La guerra. Il voto”, inserita nel calendario delle iniziative promosse dal Comune in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile.
L’esposizione propone un percorso di memoria e riflessione che prende avvio dagli anni del conflitto e arriva al 1946, anno decisivo per il Paese. Con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente, l’Italia scelse la Repubblica e tornò a costruire il proprio futuro su basi democratiche.
Tra gli elementi centrali della mostra c’è il tema del voto femminile. Proprio nel 1946, infatti, le donne italiane furono chiamate per la prima volta alle urne in una consultazione nazionale, entrando pienamente nella vita pubblica e politica del Paese. Un passaggio storico che segnò un avanzamento decisivo sul piano dei diritti, della rappresentanza e della partecipazione civile.
Attraverso documenti, immagini e materiali storici, la mostra intende offrire ai visitatori l’occasione per rileggere una stagione fondamentale della storia nazionale anche attraverso il legame con il territorio e con la memoria locale.
L’iniziativa si inserisce nel programma dedicato alla Festa della Liberazione e punta a coinvolgere cittadini, scuole e nuove generazioni, affinché il ricordo del passato diventi strumento di consapevolezza per il presente.
L’ingresso è aperto alla cittadinanza. Un’occasione per soffermarsi sul valore della libertà riconquistata dopo la guerra e sul significato del voto come fondamento della democrazia.

