Nella prima mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Parma hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e contestuale decreto di sequestro preventivo emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio di Procura, nei confronti di 3 soggetti, due di nazionalità albanese, attinti dalla custodia cautelare in carcere e uno di nazionalità italiana, posto agli arresti domiciliari, tutti residenti nella provincia di Parma.
Gli indagati, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati, a vario titolo dei reati di traffico di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e riciclaggio di denaro profitto dell’illecita attività di spaccio.
L’attività trae origine da una mirata attività info-investigativa e da un’intensificazione del controllo economico del territorio avviata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Parma, finalizzata alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di stupefacenti che già nel mese di aprile dello scorso anno, a seguito di un controllo su strada, portò al sequestro di 8,4 kg di cocaina e 41 mila euro in contanti abilmente nascosti in un doppio fondo creato all’interno dell’autovettura guidata da uno degli indagati di origine albanese.
Le attività di indagine hanno consentito di raccogliere materiale probatorio che permette di ipotizzare il ruolo abituale di corriere del soggetto albanese che in più circostanze si sarebbe avvalso dell’ausilio della compagna di nazionalità italiana, con la quale viaggiava, per sviare sospetti in caso di controlli su strada.
La progressione delle investigazioni, infatti, ha fatto emergere come la suddetta coppia di presunti corrieri fosse in grado di percorrere, a bordo della predetta autovettura, un numero rilevantissimo di chilometri in un solo giorno per trasportare e cedere, in tutto il territorio del nord Italia, importanti quantitativi di stupefacente.
Nel corso dei numerosi viaggi, gli indagati avrebbero utilizzato cellulari criptati e adottato un linguaggio codificato con i propri clienti per indicare lo stupefacente da consegnare che veniva indicato convenzionalmente quale: “prosciutti”, “birre”, “galline” e “pane”.
Le consegne dello stupefacente sarebbero spesso avvenute in vicoli privi di sbocco, lontani da occhi indiscreti, evidentemente con il preciso intento di ridurre al minimo il rischio di essere controllati da forze di polizia.
I presunti corrieri per la loro attività illecita avrebbero ottenuto un compenso di almeno 51 mila euro, importo sottoposto a sequestro preventivo in fase di esecuzione dell’ordinanza cautelare.
Gli investigatori delle Fiamme Gialle sono stati in grado di ricostruire un traffico di stupefacenti per almeno 60 chilogrammi di cocaina consegnati in varie città oltre che
dell’Emilia Romagna, anche della Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Abruzzo e Umbria.
La droga collocata sul mercato avrebbe generato un volume di profitti illeciti per oltre 4 milioni di euro.
Le indagini hanno inoltre consentito di accertare una redditizia attività di spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente da parte dell’altro soggetto di nazionalità albanese attinto da custodia cautelare in carcere.
Nel periodo monitorato dai finanzieri sono state documentate almeno 300 cessioni per oltre 400 grammi di cocaina nei confronti di decine di consumatori del parmense.
Inoltre, nel procedimento sono indagati per il reato di riciclaggio altri 2 soggetti di nazionalità albanese che avrebbero trasferito a terzi soggetti, attualmente ancora in corso di identificazione, parte dei proventi illeciti. L’indagine svolta testimonia la costante attenzione e il perdurante impegno profuso dalla Guardia di Finanza di Parma, nell’ambito delle indagini coordinate da questa Procura della Repubblica, per la tutela della sicurezza economico – finanziaria e della salute dei cittadini, attraverso l’incessante contrasto del traffico di stupefacente, primaria fonte di finanziamento delle organizzazioni criminali.
La Guardia di Finanza intende sottolineare, in definitiva, i seguenti aspetti che denotano la particolare rilevanza pubblica dei fatti:
- in primo luogo la costante attenzione al contrasto dei traffici illeciti, per la tutela della sicurezza economico-finanziaria dei cittadini, mantenendo costantemente alta la guardia rispetto al fenomeno del traffico di stupefacenti;
- in secondo luogo le investigazioni hanno permesso di ricostruire, complessivamente, numerosi episodi di compravendita e detenzione di sostanza stupefacente per un quantitativo complessivo di oltre 60 kg. di “cocaina”, per un valore di circa 4.200.000 mila di euro;
- in terzo luogo il quantitativo di stupefacente del tipo “cocaina” sequestrato nel corso delle indagini, 8,4 Kg, se fosse stato immesso sul mercato illegale dello “spaccio” avrebbe fruttato oltre 580.000 euro, alimentando la primaria fonte di finanziamento dei gruppi criminali.
Si evidenzia che i provvedimenti in parola sono stati emessi sulla scorta degli elementi indiziari acquisiti in fase di indagine preliminare, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

