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Sito Ex-Sipe, da fabbrica di ordigni a bosco urbano



Da luogo simbolo della produzione bellica a nuovo spazio naturale aperto al territorio. A Spilamberto, in provincia di Modena, l’area che un tempo ospitava lo stabilimento SIPE – sito industriale nel quale venivano prodotti ordigni bellici – si prepara a diventare un bosco urbano grazie a un ampio progetto di forestazione, a cui partecipa anche TECNE, società di ingegneria del Gruppo ASPI in collaborazione con Rete Clima. L’intervento avvia il piano di rigenerazione ambientale orientata alla tutela della biodiversità e alla valorizzazione del paesaggio, restituendo alla comunità uno spazio segnato dal passato industriale e trasformandolo in un ambiente naturale capace di generare benefici ecologici e sociali.

L’area complessiva del sito Ex-Sipe, estesa per circa 15 ettari e messa a disposizione dall’amministrazione comunale, sarà progressivamente destinata alla messa a dimora di alberi e arbusti. TECNE contribuirà alla rigenerazione ambientale di quest’area con la piantagione di 150 tra alberi e arbusti.

Le specie selezionate – tra cui querce, ontani, cornioli, pioppi e gelsi – appartengono principalmente alla flora autoctona e sostituiranno la vegetazione spontanea infestante che nel tempo si era insediata nell’area ex SIPE. Il progetto prevede un sesto d’impianto mirato alla creazione di un bosco urbano, destinato nel tempo a evolvere in un vero e proprio parco pubblico. Questo progetto forestale, che si inserisce nell’ambito della Campagna nazionale Foresta Italia®, rappresenta sicuramente uno degli interventi più rilevanti di Rete Clima, a cui contribuisce attivamente TECNE con la rigenerazione di quasi un ettaro di superficie.

Nel corso del biennio 2024-2025 Autostrade per l’Italia ha realizzato lungo la propria rete interventi di sistemazione del verde e messa a dimora di nuove alberature per 30 ettari (da inizio progetto, nato due anni fa). Entro fine anno saranno 632 mila i metri quadrati di superficie riforestato, pari a circa 63 ettari, distribuiti in cinque regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.

Le attività, rivolte principalmente alle aree adiacenti a carreggiate, svincoli e spazi infrastrutturali oggetto di riqualificazione paesaggistica, prevedono nuove piantagioni e il rafforzamento delle fasce verdi esistenti. Nel dettaglio, le superfici coinvolte dalle attività di forestazione ammontano a circa 22 ettari in Emilia-Romagna, oltre 21 ettari in Piemonte, quasi 14 ettari in Lombardia, circa 3,8 ettari in Toscana e 1,7 ettari nel Lazio.

Le nuove piantagioni distribuite sulle cinque regioni privilegiano specie autoctone coerenti con le caratteristiche ecologiche dei territori attraversati – tra cui farnia (Quercus robur), carpino bianco (Carpinus betulus) e altre essenze tipiche degli ecosistemi forestali della pianura e delle aree collinari italiane – selezionate per favorire l’incremento della biodiversità e la stabilità ecologica delle aree riqualificate.

Gli interventi di forestazione e riqualificazione ambientale si inseriscono nel più ampio percorso di sostenibilità del Gruppo Autostrade per l’Italia, che integra la gestione e lo sviluppo delle infrastrutture con la tutela del paesaggio e degli ecosistemi contribuendo alla resilienza ambientale dei territori attraversati dalla rete e alla costruzione di un modello di mobilità sempre più attento agli equilibri naturali.