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Automotive, la Regione chiede al Governo di valutare misure straordinarie per il comparto

Chiede inoltre di pianificare la ripresa dopo l'attuale caos geopolitico dovuto ai conflitti



Colla e Paglia con ministro Urso al Tavolo Automotive presso il Mimit

“Le guerre stanno creando una situazione inedita di grande difficoltà per tutto il sistema industriale, compreso il settore automotive. Raccogliamo a questo proposito le preoccupazioni espresse ieri dal ministro Giorgetti sul rischio di stagflazione. Un Paese manifatturiero senza materie prime come il nostro non può reggere con costi dell’energia, delle materie prime e della logistica che schizzano alle stelle. Per questo è fondamentale agire subito per dare una risposta di tenuta nel breve periodo e pianificare gli interventi a lungo termine per mantenere la produzione automotive in Italia”.

Così il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, al tavolo nazionale dell’automotive, settore strategico per l’economia dell’Emilia-Romagna, convocato questa mattina a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, su richiesta della Commissione per lo Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Per Colla e Paglia, serve dunque per prima cosa “un’operazione straordinaria, simile a quella attuata durante la pandemia: una moratoria sui prestiti alle imprese e l’attivazione di ammortizzatori sociali in deroga. In caso contrario, lo scenario rischia di diventare molto delicato, soprattutto per le pmi della filiera, con il rischio concreto di un blackout bancario. Si tratta quindi di un’operazione di tenuta industriale e sociale per evitare il precipizio, altrimenti si rischia concretamente di dover attivare la Naspi”.

Sul lungo periodo, per Colla e Paglia “è necessario considerare non solo il settore automotive, ma l’intero comparto della mobilità. L’incertezza ha un impatto significativo sul mercato, rendendo urgente l’approvazione del decreto sul superammortamento. Stiamo bloccando anche chi è pronto a investire, rischiamo di innescare un circolo vizioso. Serve, a monte, una politica industriale chiara che promuova il reshoring delle filiere, puntando su politiche attive per la riconversione delle competenze, e su autoproduzione e autoconsumo energetico. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, sono necessari investimenti significativi sulle reti”.

“Discutere dell’automotive in Italia significa necessariamente confrontarsi con Stellantis- concludono vicepresidente e assessore-. La società presenterà il suo nuovo piano industriale tra un mese, ma è chiaro che dopo le ingenti perdite registrate, la preoccupazione è palpabile. In seguito alla presentazione di quel piano, sarebbe quindi opportuno riconvocare il tavolo automotive per definire una strategia sia a breve termine, per evitare il crollo, che a lungo termine, per garantire la competitività del settore, con l’auspicio che l’Unione Europea vari l’Industrial Accelerator Act nel più breve tempo possibile”.