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Nasce sull’Appennino bolognese la “Scuola dei Mestieri della Terra” per la formazione nel biologico e gli agricoltori del futuro



Una scuola diffusa tra aziende agricole, allevamenti e laboratori per formare le competenze dell’agricoltura biologica del futuro: è la nuova Scuola dei Mestieri della Terra, promossa dal Biodistretto dell’Appennino Bolognese e presentata a Palazzo Malvezzi (Bologna).

Il progetto nasce con l’obiettivo di rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico e dalle trasformazioni economiche del settore agricolo, attraverso un modello formativo basato sull’apprendimento diretto nei luoghi di produzione. L’iniziativa si inserisce nelle politiche per la transizione ecologica delle filiere agroalimentari ed è finanziata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).

Il programma prevede 145 ore di formazione tra teoria e pratica sul campo, coinvolgendo 15 aziende agricole del Biodistretto. Le attività si svolgono direttamente nei luoghi della produzione – aziende, allevamenti e laboratori di trasformazione – secondo un modello esperienziale e itinerante che mette in relazione imprese, tecnici e ricercatori. Il Biodistretto dell’Appennino Bolognese riunisce oggi 48 aziende agricole e oltre 100 soggetti tra soci, artigiani, associazioni, ambientalisti e amministratori locali, configurandosi come un vero ecosistema territoriale capace di integrare produzione agricola, innovazione e coesione sociale.

Alla base del progetto vi è l’idea di una scuola di resilienza territoriale, in cui formazione e produzione si integrano per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare stress climatici, instabilità economiche e trasformazioni strutturali delle filiere. Accanto alla produzione agricola, il percorso promuove anche lo sviluppo di attività multifunzionali come fattorie didattiche, trasformazione alimentare, ristorazione e turismo rurale.

Durante la presentazione i lavori si sono aperti con il saluto istituzionale di Stefano Mazzetti, capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna. Sono quindi intervenuti Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto, e Nicola Benatti,  Responsabile Settore Organizzazioni di Mercato e Sinergie di Filiera Direzione Generale Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna, insieme a esponenti delle aziende agricole e della ristorazione locale, tra cui Alberto Zini, dell’azienda Tenuta La Riva di Castello  di Serravalle, e Cristina Fustini, della Trattoria “Nel Castagneto” di Grizzana Morandi, insieme ai rappresentanti dei soci produttori del Biodistretto dell’Appennino Bolognese, tra cui Alice Calzolari, Margherita Calzolari, Agata Mastropietro, Monia Rontini, Marco Bondioli e Leonardo Hagedoorn.

Continuiamo a investire sul biologico in Emilia-Romagna attraverso i bandi dello Sviluppo Rurale, ma anche attraverso fondi del bilancio regionale, come quelli che vanno a sostenere le attività dei distretti del biologico che si sono costituiti nel nostro territorio – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi -. Proprio in questi giorni è in uscita un bando del valore di 200mila euro per sostenere attività di divulgazione e informazione dei distretti del biologico, per dare valore al bio, alle sue produzioni di qualità, alle attività divulgative nei mercati sul territorio regionale, confermando la centralità del metodo biologico e gli sforzi per la sua diffusione”.

L’iniziativa viene lanciata nella settimana della Giornata Mondiale della Terra e si propone come una risposta concreta alle criticità del settore agricolo. La Scuola rappresenta un modello in cui la formazione non è separata dalla produzione, ma costruita direttamente all’interno delle filiere reali, con l’obiettivo di fornire competenze immediatamente applicabili nelle aziende. Particolare attenzione è dedicata alla gestione sostenibile delle risorse naturali, alla tutela degli ecosistemi e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

I corsi sono rivolti ad aziende biologiche, imprese in conversione e operatori del settore agricolo, con partecipazione aperta a livello nazionale. La formazione è gratuita e, per alcuni moduli, disponibile in parte anche in modalità ibrida. Le iscrizioni avvengono tramite la piattaforma Demetra Formazione e al termine dei percorsi è previsto il rilascio di un attestato di frequenza.

La Scuola si articola in sei percorsi tematici che spaziano dall’agricoltura avanzata e agroecologia all’apicoltura, dalla viticoltura agli allevamenti bovini, ovini e caprini, fino alla castanicoltura e alla filiera dei cereali. La programmazione segue la stagionalità delle produzioni agricole, con avvio della viticoltura dal 13 maggio, percorsi di agricoltura biologica tra ottobre e dicembre 2026, apicoltura in autunno, olivicoltura tra autunno e inverno 2026/2027, castanicoltura nella primavera 2027 e agroecologia da gennaio 2027.

Questi corsi su cereali farine e pani, su miele e olio, su allevamenti e caseifici artigiani, su vigna e vini, su ortaggi ed erbe, su agricoltura e cibo sono tutti realizzati dentro le nostre aziende sull’Appennino. Imprese che sono anime, entusiasmo e pratica concreta e vicina. Una straordinaria occasione per imparare, per scambiare, per innamorarsi della terra e degli animali allevati bene”, ha dichiarato Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto Appennino bolognese.

A rafforzare l’impianto del progetto contribuisce anche una rete scientifica nazionale, composta da esperti e ricercatori del settore biologico e biodinamico. Tra questi Enzo Mescalchin (Fondazione E. Mach), Cristina Micheloni (AIAB Friuli-Venezia Giulia), Carlo Triarico (Associazione per l’Agricoltura Biodinamica), oltre a specialisti in suoli, viticoltura e sistemi agricoli sostenibili come Maurizio Agostino, Carlo Bazzocchi, Claudio Buscaroli e Mario Malagoli (Università di Padova).

Il ruolo della rete è quello di garantire la qualità tecnica della formazione e, soprattutto, la trasferibilità delle competenze, riducendo la distanza tra sperimentazione e attività quotidiana delle imprese.

In questo quadro, la Scuola dei Mestieri della Terra si configura come un vero e proprio modello replicabile di formazione territoriale, uno strumento operativo pensato per accompagnare la transizione dell’agricoltura biologica attraverso l’integrazione di formazione, ricerca e produzione in un unico ecosistema.

L’obiettivo è dare nuovo impulso alla competitività delle imprese agricole e favorire la nascita di modelli replicabili di sviluppo rurale basati su sostenibilità, innovazione e resilienza territoriale

 

Per maggiori informazioni e calendario corsi: https://www.appennino.bio/eventi/scuola-dei-mestieri-della-terra