Il vile atto che, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, ha colpito i simboli della Liberazione a Castellarano non è rimasto privo di conseguenze. Dopo l’indignazione espressa dalla comunità locale e la ferma condanna del sindaco Giorgio Zanni, il quale si era personalmente impegnato a ripulire i resti della corona d’alloro bruciata davanti alla chiesa di Santa Croce, le indagini hanno portato rapidamente a identificare un responsabile.
Gli sforzi investigativi dei Carabinieri della Stazione di Castellarano hanno individuato il presunto autore del gesto vandalico: una donna di 61 anni, accusata di aver appiccato il fuoco alla corona di alloro deposta il 25 aprile presso il monumento ai caduti. La donna è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia con l’accusa di danneggiamento aggravato. Gli accertamenti proseguiranno nell’ambito delle indagini preliminari per completare le analisi e determinare eventuali ulteriori azioni giudiziarie.
L’episodio, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, a poche ore dalle celebrazioni ufficiali per il 25 aprile, aveva profondamente colpito la comunità. Il gesto, che ha offeso un simbolo di grande rilevanza civile e storica, era stato condannato con fermezza dall’Amministrazione Comunale e dai cittadini. I Carabinieri hanno immediatamente avviato un’attenta indagine, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo numerose testimonianze utili. Grazie a questo incrocio di informazioni, si è riusciti a risalire alla persona sospettata. Un aspetto cruciale dell’indagine ha riguardato l’identificazione del movente dietro il reato. Nonostante l’obiettivo colpito fosse legato a valori storici e civili di grande importanza, gli approfondimenti dei militari hanno escluso qualsiasi collegamento con ideologie estremiste.
È emerso invece che il gesto sarebbe stato motivato da un intenso disagio personale. La donna, che sta attraversando una situazione complessa legata alla propria salute, avrebbe agito spinta da un forte stato di malessere emotivo. Durante un confronto con i Carabinieri presso la sua abitazione, l’indagata ha ammesso le proprie responsabilità, esprimendo rammarico per quanto accaduto e chiedendo aiuto per la sua situazione. Preso atto della fragilità personale della donna, i militari hanno deciso di coinvolgere i servizi di assistenza sanitaria competenti per offrirle il supporto necessario. Nonostante queste circostanze, gli elementi raccolti hanno portato alla sua denuncia per danneggiamento aggravato.

