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In mostra a Prignano i reperti della Rupe del Pescale



Pellacani – Criscuolo – Fantini – Telleri

Aprirà sabato 9 maggio alle ore 11,00 nella sala convegni del municipio di Prignano sulla Secchia, la mostra permanente delle riproduzioni di alcuni dei reperti rinvenuti nel sito archeologico della Rupe del Pescale, in un allestimento realizzato dal Comune di Prignano sulla Secchia, in collaborazione con il Museo Civico di Modena e la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

La mostra sarà composta da due vetrine nelle quali sono esposti dieci vasi, di significative dimensioni, risalenti al neolitico, riprodotti dall’artigiano ceramista Luca Bedini, in copie identiche agli originali depositati al Museo Archeologico.

Inoltre, un pannello posto tra le due vetrine, riproduce elementi di minore dimensioni con le relative didascalie e la collocazione storica. La mostra, ospitata all’interno della Sala Conferenze del Municipio,  avrà carattere permanente e sarà visitabile negli orari di apertura del Comune.

Per il sindaco di Prignano Mauro Fantini «questa mostra permanente rappresenta l’impegno e lo sforzo di valorizzare un territorio che può vantare anche significativi elementi di pregio storico e culturale, che potranno essere apprezzati da cittadini e turisti. Ringrazio quanti hanno operato per portare a compimento questo interessante progetto, che per Prignano rappresenta un ulteriore passo verso la promozione della propria comunità. Inoltre, con l’ipotesi di prolungamento della pista ciclopedonale fino al Passo delle Radici  previsto nei finanziamenti dei Patti territoriali, implementeremo ulteriormente le opportunità di visibilità e promozione locale».

La “rupe” del Pescale costituisce uno sbarramento naturale lungo il corso del fiume Secchia il cui alveo, dopo essersi allargato nei pressi di Roteglia, improvvisamente si restringe per poi allargarsi nuovamente più a valle, all’altezza di Castellarano. Il Pescale come sito archeologico è noto fin dal 1866 quando l’archeologo reggiano don Gaetano Chierici eseguì un limitato sondaggio.

Gli studiosi non si occuparono però ulteriormente del Pescale fino a quando il Marchese Luigi De Buoi, fra il 1931 e il 1934, a seguito dell’inizio della coltivazione nell’area, raccolse i materiali che affioravano durante le arature.

Fu solo fra il 1935 e il 1942 che il Pescale fu indagato sistematicamente da Fernando Malavolti, naturalista, geologo e archeologo modenese, protagonista del rinnovato interesse per la preistoria che si manifesta negli anni trenta e quaranta del Novecento.

Grazie alle ricerche da lui condotte a Fiorano, Pescale, Chiazza, Mezzavia di Sassuolo, la preistoria modenese riceve un notevole contributo di conoscenze e il Museo Civico di Modena si arricchisce delle preziose raccolte di Malavolti, scomparso prematuramente nel 1954.

Il sito del Pescale è di proprietà della Provincia di Modena, donato dalla famiglia William Pifferi e attualmente è il punto di arrivo del percorso Natura sul fiume Secchia.

La Provincia ha provveduto ad installare pannelli illustrativi e opere di arredo urbano, favorendone le visite guidate da parte di scolaresche del territorio.