
Nel primo dei due approfondimenti, dedicato a “Giustizia internazionale e difesa delle vittime” e introdotto e moderato da Luigi Foffani, professore di Diritto penale di UniMoRe, trattano il tema Hervé Belluta, docente di Diritto processuale penale all’Università di Brescia, e Paolina Massidda, avvocata principale dell’Ufficio indipendente di rappresentanza delle vittime presso la Corte penale internazionale. La Corte, emanazione di 124 Paesi nel mondo, è la prima giurisdizione permanente competente a giudicare individui responsabili dei più gravi crimini di rilevanza internazionale. Istituito nel 2005, l’Ufficio è stato un passo efficace per rafforzare la rappresentanza legale delle vittime nei procedimenti davanti alla Corte.
Alle 16.30, nell’incontro intitolato “In(difesi). La crisi del diritto internazionale e la legge del più forte”, Michele Caianiello, docente di Diritto penale di UniMoRe, dialoga con Emanuela Fronza, docente di Diritto penale internazionale all’Università di Bologna e autrice, insieme allo storico Marcello Flores, del libro “Caos. La giustizia internazionale sotto attacco” (Laterza, 2025). La conversazione partirà proprio dal testo che ripercorre l’iter del diritto penale internazionale dai processi di Norimberga, Tokyo e Gerusalemme fino all’istituzione della Corte penale internazionale. Oggi queste istituzioni sono sotto attacco, i tribunali internazionali sono delegittimati e non c’è cooperazione per giudicare chi si macchia di crimini efferati. Nel libro gli autori provano a capire cosa non funziona e perché Russia, Israele e Stati Uniti contestano la legittimità di queste corti e perché molti Stati non si attivino per farle rispettare.
“Per una città come Carpi – commenta l’assessore alla Cultura Giuliano Albarani – che negli ultimi anni sta lavorando diffusamente per dare piena cittadinanza e valore alle istanze e alle culture della pace, nelle istituzioni, nel mondo delle associazioni, nella scuola, è molto importante ospitare, nell’ambito del Festival della giustizia penale, due momenti, con relatori di qualità e prestigio, incentrati sui diritti umani e sul diritto internazionale. Il diritto, nelle sue diverse articolazioni, da quello che regola i rapporti fra gli Stati a quello che sancisce l’inviolabilità delle persone umane, è uno degli strumenti storicamente più potenti e fecondi per superare la guerra di tutti contro tutti, gli arbitri, il primato della forza. Non possiamo nasconderci che viviamo tempi in cui le ragioni della diplomazia e della giustizia internazionale, così chiare, a suo tempo, alle donne e agli uomini che sono usciti dalle tragedie delle due guerre mondiali, si vanno affievolendo e invocano una perentoria e argomentata riaffermazione che passa anche attraverso momenti di conoscenza e sensibilizzazione quali quelli offerti dal Festival”.
Il terzo appuntamento carpigiano con il Festival della giustizia penale sarà alle 21, all’Auditorium San Rocco, con il recital del Border trio “Giustizia in musica. Colpita ma non affondata: la giustizia a difesa dei diritti nell’umanesimo di Francesco Guccini”. Introducono gli avvocati Elena Lenzini e Graziano Martino, sul palco: Maurizio Casini, voce narrante; Faustino Stigliani, voce recitante; Claudio Ughetti, fisarmonica.
Il Festival della giustizia penale è promosso dall’associazione Festival Giustizia Penale con l’intento di portare i temi del giusto processo penale nel dibattito pubblico. L’edizione 2026, intitolata “Difendere l’innocente, il colpevole, i diritti” e dedicata al rapporto tra giustizia, errore e tutela della persona, prosegue fino a domenica 17 maggio e si svolge a Modena e a Carpi, Sassuolo, Mirandola, Formigine, Pavullo.

