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Finale Emilia, una pietra d’inciampo per ricordare il finanziere Paolo Boetti



Finale Emilia avrà una terza pietra d’inciampo, dopo quelle dedicate ad Ada Osima ed Emilio Castelfranchi, collocate in via Mazzini 6 e in via Torre Portello 4.

Sabato 23 maggio, alle ore 11.00, verrà infatti disvelata la pietra d’inciampo alla memoria di Paolo Boetti, maresciallo della Guardia di Finanza, insignito, il 15 giugno 2016, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della Medaglia d’Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: “Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale contribuì alla Lotta di Liberazione con l’attività di guida e staffetta in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati politici, aiutandoli a espatriare clandestinamente nella vicina Svizzera. Arrestato dalle autorità tedesche fu infine trasferito e assegnato ai lavori forzati in un campo di concentramento austriaco dove, fra stenti e patimenti, rimase fino alla liberazione. Mirabile esempio di umana solidarietà e di altissima dignità morale. 1943-1945 – Territorio Nazionale ed Estero”.

Paolo Boetti – a cui, il 15 novembre 2021, la Guardia di Finanza ha intitolato la caserma di Mirandola, ristrutturata dopo il terremoto dell’Emilia del 2012 – nacque a Finale Emilia il 25 gennaio 1901 “nella casa posta in questo borgo Cavour al numero 13”, come recita il suo atto di nascita, ma ben presto si trasferì con la numerosa famiglia (sette tra fratelli e sorelle) in via Maurizi 7.

Ed è a questo indirizzo – anche se il civico 7 non è più esistente – che verrà posata la pietra d’inciampo a lui dedicata.

Promossa dall’Amministrazione Comunale e dall’associazione “Alma Finalis”, l’iniziativa vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Museo Storico della Guardia di Finanza, Gen. C.A. (c.a.) Flavio Zanini, del Comandante Regionale Emilia Romagna della Guardia di Finanza, Gen. D. Paolo Kalenda, del Comandante Provinciale di Modena, Col. t.SPEF Francesco Mazza, e del Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Mirandola, Cap. Maria Chiara Campoli, pronipote di Paolo Boetti.

L’elemento curioso e caratterizzante della storia di Paolo Boetti è il riserbo che ha sempre mantenuto sulle vicende che lo hanno riguardato, tenendo all’oscuro anche i familiari che lo avevano aspettato, senza avere alcuna sua notizia, dal giorno del suo arresto, nel maggio 1944, fino a quello del suo rilascio, avvenuto il 4 maggio 1945, alla liberazione del lager di Mauthausen.

La scoperta della figura di Boetti è da ascrivere al Museo Storico della Guardia di Finanza, che ne scoprì le gesta mentre venivano condotte ricerche storiografiche su altri finanzieri, protagonisti della Resistenza, nei territori del comasco. In particolare, il Col. (aus.) Gerardo Severino gli dedicò il libro “21 giugno 1944: Destinazione Mauthausen”, edito nel 2017 dallo stesso Ente.