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Cavezzo, controllo interforze ad esercizio pubblico: deferito il legale rappresentante, sospesa l’attività e contestate violazioni a tutela della sicurezza sul lavoro e della prevenzione incendi



Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, alle ore 01:00 circa, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) di Modena, coadiuvato dai militari delle Stazioni Carabinieri di Cavezzo, Mirandola e Medolla e dall’aliquota operativa del N.O.R.M. della Compagnia di Carpi, unitamente ai Vigili del Fuoco di Modena, ha eseguito un controllo ispettivo presso un esercizio pubblico di Cavezzo dove era in corso un evento con intrattenimento musicale.

A seguito delle verifiche, il presidente del consiglio di amministrazione della società esercente l’attività, nato nel 1967 e indicato come responsabile, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Modena per le seguenti omissioni e violazioni:

  • mancata informazione ai lavoratori sulle misure di sicurezza (art. 37, comma 1, D.Lgs. 81/08);
  • mancata avvio dei corsi di formazione obbligatoria per i lavoratori (art. 37, comma 1, D.Lgs. 81/08);
  • installazione di un impianto di videoripresa che consente il controllo a distanza dei lavoratori senza autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro (art. 4, Legge 300/1970).

Nel corso dell’ispezione il NIL ha inoltre adottato il provvedimento di sospensione dell’attività ai sensi dell’art. 14, comma 10, D.Lgs. 81/08, per l’impiego di 7 lavoratori in nero su 10 complessivamente occupati (pari al 70% del personale presente), tutti di nazionalità italiana.

Sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di € 32.300,00 e irrogate ammende per complessivi € 5.940,22.

I Vigili del Fuoco, nell’ambito degli accertamenti tecnici, hanno riscontrato ulteriori carenze nella gestione della sicurezza antincendio e dell’esercizio, tra cui:

  • omessa presentazione della SCIA per l’attività soggetta (art. 65, comma 2, DPR 151/2011; art. 64, comma 1, D.Lgs. 81/08);
  • valutazione dei rischi incompleta (DVR non completo);
  • uscite di emergenza e vie di esodo non sgombre;
  • mancato controllo e manutenzione dell’impianto antincendio;
  • assenza di adeguata istruzione sul piano di emergenza;
  • numero insufficiente di addetti alle misure antincendio;
  • mancata adozione di criteri organizzativi per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio/emergenza.

Le Autorità giudiziarie e gli Enti competenti sono stati informati e aggiornati sull’esito dell’attività ispettiva.

L’operazione conferma l’efficacia della sinergia interforze tra I Carabinieri dell’Arma territoriale e del NIL ed i Vigili del Fuoco, nel garantire il rispetto delle norme a tutela della sicurezza dei lavoratori e dell’incolumità pubblica, nonché la capacità di intervento tempestivo nelle situazioni a rischio.