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L’assessore Baccarani risponde a interrogazione Macchioni su “Criticità del servizio di raccolta rifiuti porta a porta e valutazione del ritorno ai contenitori stradali”



La seconda interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Francesco Macchioni, della Lista Civica Macchioni Sindaco, avente ad oggetto “Criticità del servizio di raccolta rifiuti porta a porta e valutazione del ritorno ai contenitori stradali”.

“Da alcuni anni nel Comune di Sassuolo – si legge nell’interrogazione – è stato introdotto il sistema di raccolta rifiuti “porta a porta”, gestito dalla società Hera. Tale sistema ha comportato, secondo numerose segnalazioni dei cittadini, disagi organizzativi, accumuli di sacchi sui marciapiedi e sulle strade, situazioni di degrado urbano e problemi igienicosanitari. Sono state inoltre segnalate problematiche legate alla presenza di animali attratti dai rifiuti esposti, tra cui ratti, cani randagi, gatti e altri animali infestanti. Il Comune di Mantova ha annunciato, a partire dal 2026, il graduale superamento del sistema porta a porta in favore del ritorno ai cassonetti stradali con tessera elettronica, dichiarando come obiettivi la riduzione dei costi del servizio e soprattutto delle bollette a carico dei cittadini. La stessa Mantova risulta avere livelli molto elevati di raccolta differenziata, superiori all’87%. Secondo quanto riportato da organi di stampa locali, il ritorno ai contenitori stradali sarebbe stato motivato anche dall’eccessivo costo del sistema porta a porta e dalla volontà di ottenere riduzioni tariffarie per cittadini e amministrazione comunale.

Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere: se l’Amministrazione intenda valutare, anche alla luce delle decisioni assunte da altri Comuni Italiani (governati dalla stessa vostra parte politica) come Mantova, il ritorno a sistemi di raccolta tramite contenitori stradali o soluzioni alternative al porta a porta. Se siano previsti confronti pubblici, consultazioni con i cittadini o verifiche tecnico-economiche sul futuro del servizio di raccolta rifiuti nel territorio comunale”.

Ha risposto l’Assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo Andrea Baccarani.

“Con riferimento al ritorno ai cassonetti stradali da parte del Comune di Mantova vorrei sottolineare che mi sono messo personalmente in contatto con l’Ufficio Ambiente del suddetto Comune al fine di acquisire maggiori e più complete informazioni relativamente a quanto da lei segnalato. Prima di rispondere alle interrogazioni, mi permetta comunque alcune doverose premesse: il sistema di raccolta attualmente in uso è stato adottato dalla Giunta Menani nel Dicembre 2021 attraverso la firma di un contratto di affidamento in concessione del Servizio Gestione Rifiuti Urbani che riguarda, oltre a Sassuolo, altri 25 Comuni del bacino territoriale “Pianura e Montagna Modenese”: il Servizio, affidato tramite gara pubblica al Raggruppamento Temporaneo d’Imprese costituito da Hera S.p.A. come mandataria, Giacomo Brodolini Soc. Coop. e Consorzio Stabile ECOBI, ha decorrenza dal 1° gennaio 2022 e ha una durata quindicennale, con scadenza prevista il 31 dicembre 2036 e prevede, fuori dalle zone industriali e rurali, cassonetti informatizzati apribili con Carta Smeraldo per i rifiuti indifferenziati, sistema porta a porta per carta e plastica, cassonetti ad uso libero per organico e sfalci. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e delle Bonifiche 2022-2027 dell’Emilia-Romagna fissava un obiettivo generale di raccolta differenziata dell’80% per l’anno 2025 per l’intera Regione. L’Art. 18-bis della L.R. 25/1999 si configura inoltre come il fulcro normativo con cui la Regione Emilia-Romagna certifica ogni anno il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata per ciascun Comune, calcolo che serve poi a determinare gli incentivi e le penalizzazioni del fondo d’Ambito. A seguito della progressiva introduzione del nuovo modello di raccolta, i dati ufficiali validati dagli enti di controllo (ARPAE e Regione Emilia-Romagna) mostrano un netto efficientamento della percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Sassuolo rispetto al dato storico di partenza, che si attestava intorno al 64% nel 2021 e che ha raggiunto quota 82% nel 2025, riducendo nel contempo la produzione di rifiuto indifferenziato residuo dai 251,5 kg per abitante nel 2021 agli attuali 113 kg per abitante, facendo registrare una riduzione del quantitativo non riciclabile superiore al 50%: parlare quindi di “disagi organizzativi”, oltre che ingeneroso appare pretestuoso. Nonostante questi numeri lusinghieri, attestanti il senso civico diffuso dei nostri cittadini ai quali va la gratitudine e il plauso dell’Amministrazione (e credo di poter dire di tutto il Consiglio Comunale), non possiamo tuttavia negare che gli episodi, ripetuti e vergognosi, di errati conferimenti ed abbandoni consumati da parte di una minoranza dei sassolesi, devono spronare sul fronte dell’efficacia del monitoraggio da parte di Gestore, uffici preposti e Polizia Locale e del sanzionamento dei comportamenti lesivi del decoro urbano e della salute dei nostri cittadini. Relativamente al Comune di Mantova, con Delibera di Giunta N.276 Protocollo 127202/2025 è stata avviata a partire da metà febbraio una sperimentazione su due quartieri, in precedenza gestiti con il sistema del porta a porta integrale, che coinvolgerà un totale di 80 postazioni complete (di cui 28 in fase 1) composte da organico, plastica, vetro e alluminio, carta e indifferenziato. Si precisa che ogni contenitore è dotato di un’apertura elettronica attivabile con tessera magnetica, quindi non a libera fruizione. Avendo la sperimentazione preso avvio da pochi mesi, e quindi in mancanza di dati attendibili, ho richiesto al Comune di Mantova di mantenere una connessione di allineamento al fine di condividere i risultati che verranno acquisiti nei prossimi mesi nei due quartieri interessati alla nuova modalità.

In risposta alle Sue due interrogazioni: fatte salve tutte le premesse, e come credo si possa evincere anche in questa occasione, l’Amministrazione non si oppone a valutare soluzioni atte a migliorare il servizio o il decoro urbano, se supportate da evidenze chiare e verificabili e impegnandosi a porre particolare attenzione ai costi che ne potrebbero derivare ai cittadini, ribadendo nel contempo il rispetto delle modalità previste a contratto per ogni eventuale adozione di servizi integrativi o sostitutivi; in qualità di Assessore delegato, di concerto con gli uffici competenti, non mi sono mai sottratto a confronti pubblici anche articolati e persino polemici, anzi ne ho proposti vari nel corso dell’ultimo anno che hanno visto la partecipazione di molti cittadini interessati: mi impegno a mantenere tale apertura al dialogo e al confronto anche in futuro, con tutti i cittadini che ne facciano richiesta”.