venerdì, 5 Giugno 2026
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Estetica e acconciatura, CNA Sassuolo su nuovo regolamento



“Ringraziamo il Comune di Sassuolo per aver colto tutte le implicazioni del nuovo regolamento e per l’importante ruolo svolto per la sua approvazione, consentendoci di arrivare ad un risultato che ci rende molto orgogliosi”, commenta Marcello Montorsi, confermato alla presidenza delle imprese dell’Unione Benessere associate a CNA.

“In questi anni – continua Montorsi – il settore ha fatto un salto in avanti, a cominciare dalle tecniche utilizzate per impiegare i macchinari. Il regolamento tiene conto di queste novità e, soprattutto, delle professionalità che queste richiedono”. Le nuove regole, infatti, definiscono non solo i requisiti necessari per svolgere le diverse attività del settore, ma anche i macchinari e le attrezzature ammesse – soprattutto nel campo dell’estetica – oltre ai criteri igienico-sanitari dei locali. Poi le tipologie dei controlli, “che hanno un’importanza determinante – sottolinea Montorsi – per contrastare le attività abusive, che con la pandemia hanno avuto un nuovo impulso, con tutti i rischi conseguenti per la salute dei clienti. Ecco perché le imprese vere sono imprese sicure”.

“Il nuovo regolamento – conclude il Presidente – ci aiuterà anche ad indirizzare meglio coloro che intenderanno avvicinarsi ad una di queste attività, nel senso che non è sufficiente aprire una partita iva per poter operare in questo ambito. È necessario sapere entro quali spazi ci si possa muovere in quest’ambito, partendo dalle normative nazionali per continuare con i decreti regionali e finire appunto con i regolamenti comunali, senza tralasciare la formazione e relative abilitazioni professionali. Un esempio tra i tanti: alcune operatrici sono convinte di poter fare il trucco semipermanente quando in realtà si tratta di un’attività propria dell’estetica e come tale richiede la qualifica che può arrivare solo tramite un percorso formativo presso una scuola riconosciuta dalla Regione”.

“L’adozione del regolamento a Sassuolo da un lato rappresenta la concretizzazione del nostro impegno per la professionalizzazione di questi mestieri e per la tutela degli operatori e della clientela, dall’altro la sensibilità dell’amministrazione pubblica nel recepire queste esigenze”, conclude Montorsi.