Bologna rafforza la propria rete di rifugi climatici con l’ingresso di otto nuovi spazi pubblici tra Case di quartiere e giardini cittadini. Il progetto, nato nell’ambito di Bologna Missione Clima, dalle proposte dell’Assemblea Cittadina per il Clima e sviluppato dal Comune sulla scia di esperienze già attive in diverse città europee, mette a disposizione della cittadinanza luoghi accessibili e gratuiti dove trovare sollievo durante le ondate di calore estive.
Dopo il lancio, nell’estate 2025, della prima rete composta da 16 spazi al chiuso e all’aperto, nel 2026 l’offerta si amplia ulteriormente e raggiunge quota 24 rifugi climatici distribuiti sul territorio comunale, garantendo una copertura più capillare e facilmente accessibile nei periodi di caldo intenso.
I rifugi climatici sono luoghi pubblici ad accesso libero e gratuito che offrono ristoro dalle temperature elevate durante l’estate, continuando al tempo stesso a svolgere le proprie funzioni ordinarie. Possono essere spazi al chiuso climatizzati oppure aree verdi ombreggiate dove sostare nelle ore più calde della giornata. Non si tratta di presidi sanitari e non forniscono assistenza medica, ma rappresentano punti di riferimento facilmente raggiungibili per trovare sollievo durante gli episodi di caldo persistente.
Nel 2026 entreranno a far parte della rete cittadina otto nuovi rifugi climatici:
- Casa di Quartiere Lunetta Gamberini
- Casa di Quartiere Katia Bertasi
- Casa di Quartiere Centro Sociale Montanari
- Casa di Quartiere Fondo Comini
- Giardino Renato Bentivogli
- Giardino Padre Caroli
- Giardino Piazza Giovanni XXIII
- Giardino Lavinia Fontana
Confermati inoltre i 16 rifugi già attivi nel 2025: Biblioteca Salaborsa, Biblioteca dell’Archiginnasio, Casa di Quartiere Croce Coperta, Casa di Quartiere Il Parco, Casa di Quartiere Santa Viola, MAMbo, Museo della Musica, Giardini Margherita, Giardino Pier Paolo Pasolini, Parco dei Cedri, Parco dei Giardini – Cà Bura, Parco 11 Settembre/Giardino Klemlen, Parco della Montagnola, Piazza Lucio Dalla, Velostazione-Ex Dynamo e Palazzo Pepoli .
Gli spazi che entrano a far parte della rete devono rispettare specifici requisiti individuati dal gruppo di lavoro comunale. Per i rifugi al chiuso sono previsti accesso libero e gratuito, accessibilità per le persone con disabilità, presenza di acqua potabile, servizi igienici accessibili, adeguate sedute per il pubblico e sistemi di climatizzazione. Per gli spazi all’aperto sono invece richieste aree ombreggiate con sedute, fontanelle o punti di erogazione di acqua potabile e servizi igienici pubblici.
Per facilitare l’individuazione dei rifugi climatici è disponibile sulla pagina dedicata del portale Iperbole una mappa interattiva consultabile in italiano e in inglese. Lo strumento consente di individuare il rifugio più vicino, verificarne gli orari di apertura e i servizi disponibili, oltre a visualizzare la rete delle fontanelle pubbliche, gli erogatori di acqua potabile e i servizi igienici presenti in città. Il servizio è accessibile anche alle persone ipovedenti.
Infine, sulla pagina web si possono trovare informazioni e consigli utili per affrontare le ondate di calore, collegamenti ai bollettini e alle allerte meteo e indicazioni sugli altri servizi comunali attivati durante i periodi di caldo estremo.
“L’iniziativa – spiega l’assessora alla Missione clima Anna Lisa Boni – si inserisce nelle azioni che il Comune sta portando avanti per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela della salute pubblica. Le ondate di calore sono infatti tra gli effetti più evidenti della crisi climatica nelle aree urbane e stanno diventando sempre più frequenti e persistenti, con conseguenze particolarmente rilevanti per anziani, bambini e persone in condizioni di fragilità. Con l’ampliamento della rete dei rifugi climatici, Bologna prosegue quindi il percorso avviato negli ultimi anni per costruire una città più resiliente, inclusiva e capace di affrontare gli impatti del cambiamento climatico, mettendo a disposizione della cittadinanza strumenti concreti e servizi diffusi per affrontare in maggiore sicurezza i periodi di caldo estremo”.

