Per supportare le persone con disabilità nella ricerca di soluzioni abitative autonome e sicure Acer Reggio Emilia ha aderito al progetto europeo In-Habit che nel prossimo triennio lavorerà a stretto contatto con Bruxelles per supportare le persone con disabilità nella ricerca di soluzioni abitative che garantiscano autonomia e sicurezza. Il progetto finanziato dall’Unione Europea si concentra sugli ostacoli pratici che impediscono la realizzazione di alloggi inclusivi in tutta Europa. Un percorso che mira a identificare le lacune nelle competenze e le migliori pratiche nei servizi abitativi e di assistenza, oltre che a rafforzare le capacità dei professionisti del settore immobiliare, delle autorità locali e dei fornitori di servizi.
In vista della Giornata Zero Discriminazioni che si celebra il primo marzo di ogni anno, il progetto In-Habit – di cui Acer Reggio Emilia è rappresentante per il territorio nazionale – richiama l’attenzione sull’edilizia inclusiva come condizione fondamentale per l’uguaglianza e la non discriminazione in tutta Europa. Le persone con disabilità sono esposte a un rischio di povertà superiore del 70% rispetto alla popolazione generale, il che limita in modo significativo il loro accesso ad alloggi economici, accessibili e integrati nella comunità.
All’interno del progetto, Acer Reggio Emilia, accanto ad azioni di ricerca, svolge anche un ruolo centrale per quanto concerne la disseminazione in Italia dei contenuti relativi alle tematiche legate a questo importante percorso.
“A livello locale, a Reggio Emilia – dice Federico Amico, presidente di Acer Reggio Emilia – stiamo lavorando per trasformare l’housing sociale in uno strumento concreto di vita indipendente e partecipazione attiva delle persone con disabilità. In questo quadro, la partecipazione di Acer Reggio Emilia, con progetti innovativi di housing e autonomia, rappresenta un’opportunità per connettere conoscenze, migliorare servizi e rafforzare competenze professionali, rispondendo ai bisogni reali delle persone con disabilità nel contesto italiano. Questo approccio rafforza l’impegno nazionale nel costruire modelli abitativi più equi, sostenibili e realmente inclusivi e nel trasformare l’abitare inclusivo da obiettivo normativo a realtà concreta di autonomia e partecipazione per le persone con disabilità”.
In molti Stati membri, le lunghe liste d’attesa, la disponibilità limitata di alloggi accessibili, i costi elevati e burocratici sistemi di assegnazione continuano a creare ostacoli. Di conseguenza, i sistemi abitativi spesso non riescono a sostenere la partecipazione, l’autonomia e l’inclusione e al contrario rafforzano l’esclusione sociale invece di prevenirla. Sebbene l’edilizia abitativa occupi un posto centrale nell’agenda europea, le esigenze delle persone con disabilità continuano ad essere trascurate nelle soluzioni abitative attualmente progettate e finanziate.
“L’abitare, per persone con disabilità – dice Federica Zambelli, consigliera di Acer Reggio Emilia con delega alla Prossimità e Innovazione Sociale – si intreccia con diritti e autonomie che vanno oltre la sola assistenza. Occorrono: accessibilità reale, percorsi di vita indipendente e strumenti strutturati di supporto, finanziamenti mirati, politiche a lungo termine e competenze specifiche. In Italia l’abitare inclusivo per le persone con disabilità rappresenta oggi una priorità strategica, superare l’approccio assistenziale significa investire su autonomia, accessibilità universale e integrazione tra politiche sociali e abitative”.
Presentato a dicembre dello scorso anno, In-Habit riunisce otto partner provenienti da Ungheria, Italia, Francia, Irlanda, Grecia, Belgio e Polonia per rispondere alle persistenti disomogeneità in materia di alloggi tra i quadri politici e la realtà quotidiana delle persone con disabilità.

