Questa mattina, nel cortile delle scuole elementari Carducci in via Dante, si è tenuta l’inaugurazione della panchina europea dedicata alla memoria di Marco Biagi. L’evento, organizzato il giorno prima dell’anniversario del suo omicidio, rientra nell’ambito del progetto nazionale Real promosso dalle Acli e, in particolare, segue la linea progettuale “Educazione alla pace e promozione di una cultura non violenta”, un programma di attività educative e di sensibilizzazione che mira a diffondere tra i giovani i valori della pace, del dialogo e della convivenza civile. Un impegno particolarmente significativo nell’attuale contesto storico, segnato da conflitti e dalla diffusione di fenomeni di odio e intolleranza.
Lorenzo Biagi, figlio di Marco e oggi vicepresidente del circolo Acli dedicato al padre: «Ringrazio le Acli che anche quest’anno, con l’intitolazione della panchina europea, hanno contribuito in modo significativo a portare avanti la memoria di mio padre. Non penso che ricordare eventi drammatici come il suo omicidio sia un semplice esercizio retorico, anzi, è un modo per tramandare la memoria e raccontare, soprattutto ai ragazzi più giovani, che il nostro Paese ha attraversato decenni molto bui in cui il terrorismo interno aveva come obiettivo eliminare figure cerniera tra lo Stato e la società civile. L’ultima vittima delle Brigate rosse è stata mio padre, ucciso il 19 marzo 2002, ma prima di lui ci sono state tante altre vittime del terrorismo come ad esempio Massimo D’Antona ed Ezio Tarantelli. Nel mio piccolo cerco di mantenere viva la sua memoria in modo che tutto il suo lavoro, il suo impegno e il suo sacrificio non vengano mai dimenticati». Nel suo intervento, Biagi ha inoltre fatto riferimento alle scritte apparse nei giorni scorsi che inneggiavano alle Brigate rosse. «Non bisogna sottovalutare questi episodi – sono state le sue parole – perché sappiamo che l’odio non si sopisce mai del tutto e bisogna prestare la massima attenzione. Ecco perché, oggi più che mai, è importante mantenere viva la memoria di mio padre».
Questa mattina hanno partecipato tutte le classi dell’IC 20. Il programma ha visto momenti musicali a cura del coro delle scuole Carducci e del quintetto d’archi delle Rolandino, scuola media a indirizzo musicale, seguiti dai saluti di Rosa Maria Amorevole, presidente del quartiere Santo Stefano, e Giulia Sarti, delegata alla legalità democratica e lotta alle mafie per Bologna e Città metropolitana. Sono poi intervenuti Filippo Diaco, Agostino Tripaldi e Lorenzo Biagi, che ha risposto ad alcune domande poste dai bambini presenti. Nel corso degli anni, gli studenti dell’istituto hanno già avuto modo di conoscere la figura di Marco Biagi attraverso laboratori e attività didattiche. Durante un doposcuola, ad esempio, hanno realizzato una piccola mostra con disegni dedicati al professore e alla sua bicicletta, simbolo della sua quotidianità.
Filippo Diaco, presidente del circolo Acli Marco Biagi: «Come circolo, ogni anno da quando sono presidente cioè dal 2020, organizziamo un’iniziativa a ricordo del giuslavorista barbaramente ucciso, insieme al figlio Lorenzo. Marco Biagi è sempre stato socio delle Acli e pochi giorni prima della sua morte era nella nostra sede di via delle Lame a presentare il suo libro bianco, nel quale c’è tanto di Dottrina Sociale della Chiesa. In quell’occasione raccolse tanti consigli e apprezzamenti perché gli aclisti considerarono la sua una riforma che guardava all’Europa, anche se poi fu in parte disattesa. Per questo abbiamo deciso di dedicargli una panchina europea: per noi delle Acli il suo sguardo al futuro è rimasto il segno caratteristico del suo operato, quello che abbiamo ritrovato negli appunti dei verbali degli aclisti che parteciparono a quell’incontro. Oggi abbiamo mantenuto il legame con la sua famiglia e in particolare con Lorenzo, che partecipa alle nostre attività in ricordo del padre, ma anche e soprattutto con le giovani generazioni, perché desideriamo portare aventi il ricordo di una persona coraggiosa, che è andato incontro a una morte ingiusta, terribile e prematura. Abbiamo sempre condiviso il suo desiderio di mettere al centro la persona anche nel mondo del lavoro e la necessità di pensare a tante categorie fragili di lavoratori, ampiamente rappresentati nel libro bianco».
Agostino Tripaldi, dirigente scolastico dell’IC 20: «Educare significa anche custodire la memoria civile e trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità, della democrazia e della responsabilità personale e collettiva. Dedicare una panchina europea a Marco Biagi vuol dire offrire ai nostri alunni un’occasione concreta per riflettere sulla storia del nostro territorio, sul valore dell’impegno civile e sull’importanza del dialogo come base per la convivenza civile. Molte classi, inoltre, hanno realizzato dei disegni e allestito una piccola mostra. È stata un’esperienza molto coinvolgente che si inserisce nell’insegnamento di educazione civica».
L’obiettivo dell’iniziativa era creare un momento di memoria, educazione civica e partecipazione, capace di coinvolgere i più giovani nella costruzione di una cultura di pace e responsabilità democratica. L’appuntamento di oggi si inserisce nel percorso delle Panchine europee che le Acli dedicano a figure che hanno segnato la storia civile e democratica del Paese. Negli anni scorsi sono state dedicate panchine, tra gli altri, a personalità come Tina Anselmi, David Sassoli, Nilde Iotti e Alcide De Gasperi. L’evento è stato realizzato in collaborazione con i Giovani Federalisti Europei e altri partner istituzionali e rappresenta l’esito di un percorso educativo svolto con le classi dell’istituto. Prima di ogni inaugurazione, e così è successo anche quest’anno, le Acli promuovono nelle scuole attività didattiche di conoscenza e approfondimento della persona a cui la panchina è dedicata, affinché il momento simbolico diventi parte di un processo di crescita civica e culturale degli studenti.

