giovedì, 19 Marzo 2026
ASCOLTA LINEA RADIO
8.7 C
Comune di Sassuolo
Home Albinea Hospice: de Pascale e Fabi in visita a Casa Madonna dell’Uliveto, ad...

Hospice: de Pascale e Fabi in visita a Casa Madonna dell’Uliveto, ad Albinea



Celebrare 25 anni della rete regionale degli hospice nello stesso luogo e nello stesso giorno dove tutto ebbe inizio un quarto di secolo fa.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, hanno voluto essere oggi a Casa Madonna dell’Uliveto, a Montericco di Albinea (Re): qui il 19 marzo 2001 aprì, infatti, ufficialmente non solo la prima struttura dedicata ai pazienti affetti da patologie croniche degenerative sul territorio emiliano-romagnolo, ma una delle prime di questo genere in tutta Italia.

Se all’epoca si trattava di un’operazione inedita, in 25 anni la rete è cresciuta esponenzialmente. Nel 2025 sono state quasi 6.500 le persone prese in carico nelle 23 strutture regionali (il numero più alto di sempre), distribuite in tutte le province, con 324 posti letto disponibili. E all’orizzonte è prevista l’attivazione di altri 2 hospice per un totale di 28 posti letto in più.

“Abbiamo voluto essere qui oggi per portare di persona una testimonianza della riconoscenza verso gli operatori sanitari che si occupano di un aspetto così delicato come quello delle cure palliative- sottolinea de Pascale-. L’umanità, la professionalità e la competenza delle professioniste e dei professionisti è fondamentale verso pazienti che spesso sopportano un fardello pesantissimo, che si riverbera inevitabilmente sui loro cari e sulle loro famiglie. La Regione intende supportare la rete con un atto concreto e siamo pronti ad aumentare la tariffa per la degenza coerentemente con le indicazioni nazionali che sono in discussione proprio in questi giorni, come riconoscimento della qualità dell’assistenza specialistica offerta”, ha annunciato il presidente della Regione.

“La rete regionale degli hospice dell’Emilia-Romagna rappresenta un’eccellenza a livello nazionale e non solo- aggiunge Fabi-. Essere qui oggi è emozionante: questa struttura è nata grazie alla generosità e alla visione di chi avrebbe voluto vivere la propria malattia proprio in un luogo così, accogliente e bello e a 25 anni di distanza Casa Madonna dell’Uliveto rappresenta ancora un modello attuale per tutta la regione. Le terapie contro il dolore e le cure palliative sono centrali nella riorganizzazione sanitaria che stiamo portando avanti- prosegue Fabi-, così come il sostegno alle famiglie, troppo spesso lasciate sole di fronte a situazioni drammatiche. Per questo abbiamo intenzione di aumentare il sostegno economico una volta che sarà delineato il quadro generale di questo specifico ambito”.

La rete regionale degli hospice

Fin dal 1994 la Regione Emilia-Romagna ha posto attenzione alla cura dei pazienti oncologici in fase avanzata di malattia, predisponendo un progetto avanzato di assistenza domiciliare in attuazione alla legge regionale 29 “Assistenza a domicilio per i malati terminali”. Una normativa che ha posto le premesse per il Programma della “Rete delle cure palliative”, adeguando l’offerta dei servizi con l’erogazione dell’assistenza specialistica di cure palliative, le strutture residenziali Hospice e la loro connessione in una Rete.

Oltre a Casa Madonna dell’Uliveto, a fine 2001 nasce anche il primo hospice a gestione pubblica a Savignano sul Rubicone (Fc) e già l’anno successivo i posti letto salgono a 107, con un totale di 8 strutture attivate.

Nel 2025 i ricoveri sono stati 6.487: 1.777 in Romagna, 1.416 a Bologna, 958 a Parma, 606 a Modena, 598 a Reggio Emilia, 506 a Piacenza, 451 a Ferrara e 175 a Imola.

La Casa Madonna dell’Uliveto

L’idea di un hospice nel reggiano nasce a fine degli anni Novanta e trova casa quando la Diocesi di Reggio Emilia, tramite la parrocchia di Albinea, concede in uso gratuito gli edifici annessi alla chiesa di Santa Maria dell’Oliveto.

Il progetto per la realizzazione della struttura è iniziato contemporaneamente all’emanazione della normativa, attivando di fatto il primo hospice in Regione e uno tra i primi in Italia, e si dimostra molto innovativo anche per il coinvolgimento nel gruppo progettuale di tutti gli stakeholder e della cittadinanza, con una integrazione tra pubblico e privato che rende possibile la realizzazione di 12 posti letto e una serie di servizi a supporto dei pazienti e dei loro familiari.

Il 7 marzo 2001 l’allora ministro alla Sanità, Umberto Veronesi, visita l’Hospice e scrive nel Libro degli Ospiti: “Con infinita ammirazione per un’opera che segna un sostanziale progresso di civiltà”. Il 19 marzo il Comune di Albinea autorizza la Casa a iniziare la propria attività e il giorno successivo entra la prima malata, Giulia, dimessa stabilizzata il 12 aprile.