
“L’Amministrazione si sta adoperando per individuare una collocazione stabile e dignitosa per il nucleo familiare ospitato temporaneamente a San Pancrazio. Il percorso di ricerca si sta svolgendo in base ai requisiti indicati dalla Legge Regionale 11/2015 e dalle delibere sul programma per le microaree, approvate da questo Consiglio comunale nel luglio 2025.
Percorso al quale dobbiamo approcciarci partendo da una necessaria riflessione: queste persone esistono, sono determinate a rimanere sul territorio dove sono nate e, non avendo strumenti per allontanarle, dobbiamo garantire loro le condizioni minime che ci definiscono come società civile, soprattutto rispetto ai più deboli. Non affrontando o spostando il problema si rischia solamente di alimentare costi, non solo di natura economica ma anche personale e sociale. Ricordo, inoltre, che le responsabilità penali sono personali e vanno perseguite dai canali giudiziari: nessuno di noi può rispondere e pagare per colpe altrui. Soprattutto non possono pagare i minori, non direttamente responsabili delle azioni commesse da altri”.
Lo ha spiegato la vicesindaca Francesca Maletti rispondendo a quattro interrogazioni, trattate congiuntamente, dedicate al tema dello sgombero dell’area di San Matteo e del trasferimento dei suoi occupanti presso un’area in prossimità della parrocchia di San Pancrazio.
Nella prima, presentata da Maria Grazia Modena di Modena per Modena, si chiedevano dettagli sull’area di San Matteo, con riferimento allo status giuridico del terreno, oltre a informazioni su interventi di bonifica, sgombero o rimozione delle strutture presenti. La seconda, a firma Lucia Connola, Alberto Bignardi e Gianluca Fanti del Pd, chiedeva chiarimenti sulle tempistiche della collocazione presso San Pancrazio e se le persone trasferite siano state prese in carico dai servizi sociali o dal terzo settore. A seguire, il capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini ha presentato un’interrogazione sul dettaglio dei costi legati alla bonifica dell’area di San Matteo e dell’operazione di spostamento a San Pancrazio; a chi saranno attribuite le spese di gestione a San Pancrazio, come si intenda procedere per il futuro. Infine, Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia ha richiesto un focus sui minori coinvolti nello spostamento, con particolare riferimento al loro percorso scolastico ed educativo.
“La famiglia Rom al centro delle interrogazioni è formata da un capostipite e dai suoi 13 figli che, con le rispettive famiglie, vivevano sul territorio spostandosi con i loro camper da un parcheggio all’altro – ha spiegato la vicesindaca ricostruendo la storia del nucleo – Nel novembre 2014, a seguito di un provvedimento di arresti domiciliari del capostipite, il Comune di Modena ha messo a loro disposizione l’area di San Matteo, di proprietà comunale. Pertanto, il collocamento, pur non essendoci atti formali, risulta essere stato autorizzato dall’Amministrazione per poter adempiere al provvedimento di arresti domiciliari. Nell’area si sono stabiliti il capostipite e due dei suoi figli con relative famiglie, mentre i nuclei degli altri undici figli non si trovano sul territorio. Nel 2016 è stata aperta un’utenza idrica da parte del Comune di Modena per rispondere alle esigenze igienico-sanitarie e di tutela della dignità umana degli occupanti, primi fra tutti i minori. Il costo di questa utenza, circa 800 euro all’anno, è sostenuta dal settore Ambiente”.
Maletti ha continuato spiegando che uno dei due nuclei, formato da una figlia del capostipite e i suoi tre figli, si è trasferito l’anno scorso in provincia a seguito di un preliminare di acquisto di un immobile, per il quale il Comune non ha erogato risorse. Quanto al secondo nucleo, protagonista dello spostamento a San Pancrazio, è formato, oltre che dal capostipite, da uno dei suoi figli, attualmente detenuto, dalla moglie e dai loro sei figli, di cui cinque minori. Il maggiorenne è anche lui attualmente in carcere, a seguito dell’incidente risalente al 28 febbraio scorso.
“La situazione di San Matteo è sempre stata attenzionata dai servizi sociali del Comune che, negli anni, ha attivato una vasta rete di soggetti istituzionali, realtà del terzo settore, del volontariato, della Caritas e delle parrocchie, per svolgere attività prioritariamente a supporto dei minori. Dal 2018, a seguito del decesso di un bambino in quell’area, il Tribunale ha affidato i minori della famiglia ai servizi sociali che hanno lavorato non solo per il sostegno scolastico, ma anche per la tutela della salute, per percorsi di socializzazione e di regolarizzazione, inserendo il nucleo familiare anche in contesti di comunità mamma/bambino. Il lavoro con i minori non si è mai interrotto e sono stati raggiunti alcuni obiettivi minimi: vaccinazioni e controlli sanitari, frequenza scolastica ed extra scolastica, laboratoriale e di socializzazione. A livello economico, il nucleo familiare è sostenuto indirettamente attraverso le attività delle cooperative Aliante e Giravolta. Per quanto riguarda gli interventi economici diretti, sono tutti tesi al soddisfacimento dei bisogni primari: acquisto di bombole del gas, vestiario, materiale scolastico, spese legate ai documenti di soggiorno”.
“Poi, il tragico episodio del 28 febbraio – ha continuato la vicesindaca entrando nel merito degli ultimi avvenimenti – a seguito del quale, il 4 marzo, è arrivata la lettera della Prefettura con la richiesta dello spostamento del nucleo familiare da San Matteo ad un altro luogo per tutelare i minori presenti, visto il clima di tensione e attenzione mediatica che si era venuto a creare. La collocazione temporanea presso la parrocchia di San Pancrazio è stata individuata in accordo con il Vicario generale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e con l’associazione Arca, che gestisce quegli spazi occupandosi di accoglienza e sostegno alle persone fragili”.
Quanto alle spese affrontate per lo spostamento, Maletti ha spiegato che comprendono il trasferimento delle roulotte (1.500 euro di carro attrezzi) e quelle per la dotazione del bagno chimico nell’area di San Pancrazio, che costa 160 euro al mese. Per la bonifica dell’area di San Matteo, “i costi si aggirano intorno agli 11mila euro e sono comprensivi di fornitura e noleggio di escavatore, camion gru, camion per il trasporto a un impianto specializzato, smaltimento e personale per operazioni manuali di raccolta. Non graverà sulla parrocchia di San Pancrazio nessun tipo di onere economico derivante dal consumo di utenze o dalla necessità di effettuare lavori di pulizia o di ripristino presso l’area, sia per mantenere il decoro durante la loro permanenza, sia per riconsegnare l’area nello stato in cui è stata assunta: tali spese saranno a carico dell’Amministrazione comunale o di enti del Terzo settore”, ha detto la vicesindaca.
Sui controlli in loco, Maletti ha detto che “è stata creata una rete di raccordo tra servizi sociali, educatori, Croce Rossa, Arca e Polizia locale al fine di monitorare e governare la permanenza dal punto di vista abitativo, educativo, del rispetto delle regole di convivenza e del vicinato. Ad oggi, non sono pervenute richieste d’intervento o segnalazioni relative a comportamenti inadeguati o dissidi con i residenti. La Polizia locale comunque mantiene costante il presidio di vigilanza”.
La vicesindaca ha concluso sottolineando come “la necessità di dare ai minori coinvolti un contesto di vita confacente a standard di dignità accettabili non è solo motivata da un significato etico e normativo, ma dalla consapevolezza che gli interventi introdotti dall’Amministrazione hanno un’efficacia molto ridotta, se non sostenuti da condizioni oggettive adeguate. Se questi minori non hanno un luogo di vita dove possano avere acqua calda per lavarsi, luce per fare i compiti e servizi igienici, non possiamo sperare che i nostri interventi legati all’educazione e alla formazione siano pienamente efficaci”, ha concluso.

