
“La direttiva europea che mette al bando alcune tipologie di prodotti – proseguono – si attua a partire dal 2021. È evidente che una tassa oggi toglierebbe risorse per investire in innovazione a molte aziende, anche quelle che utilizzano materiali plastici per svariati usi, che arriverebbero al 2021 con la prospettiva di dovere chiudere. Se si vuole una effettiva transizione ecologica le politiche da attuare sono altre: stimolare e premiare l’innovazione; investire di più nella filiera della raccolta, dello smaltimento e del riciclo; stimolare la ricerca di materiali che, in prospettiva e dove possibile, possano sostituire le plastiche”.
“Registriamo che nel Governo è in atto una riflessione – concludono Mota, Monti, Milza – che potrebbe portare, anche grazie al confronto con imprese e rappresentanze dei lavoratori, a correttivi. Ci auguriamo che prevalga il buonsenso e che si avvii un percorso fatto di incentivi e non di sanzioni”.

