
Per quanto riguarda i settori, riferisce Lapam, il calo più preoccupante (che però si sta un po’ normalizzando negli ultimi mesi, stando agli ultimi dati raccolti) è quello di macchinari e apparecchiature che cede del 9,4%: questo comparto rappresenta un quarto delle esportazioni regionali (il 25,6%) e dunque questo calo preoccupa molto. Male anche l’export di autoveicoli e rimorchi (-9,4%), in controtendenza invece il settore farmaceutico con un balzo del 41,8% (il settore, però, ‘pesa’ solo per il 3,3% del totale dell’export regionale) e quello dei prodotti alimentari che valgono il 9% delle esportazioni emiliano romagnole e che sono cresciute tra gennaio e marzo 2020 dell’11,8%.
L’esame dei dati sul commercio estero pubblicati dall’Istat qualche giorno fa, spiega ancora l’Ufficio studi Lapam Confartigianato, evidenzia che a giugno 2020 a livello nazionale (non sono ancora disponibili i dati locali) le esportazioni consolidano il recupero, mettendo a segno una crescita del 14,4% rispetto al mese precedente. Nonostante il recupero di maggio e giugno, nel secondo trimestre 2020 la variazione rispetto al trimestre precedente resta ampiamente negativa (-24,8%), a causa del forte calo registrato ad aprile.
A giugno 2020 l’export registra ancora un’ampia flessione su base annua (-12,1%), ma in netta e progressiva attenuazione rispetto a maggio (-30,4%) e aprile (-41,5%); a giugno la contrazione è più marcata verso l’area extra Ue (-15,1%) rispetto a quella Ue (-9,2%).
Dall’indagine sulla fiducia delle imprese sembra emergere qualche segnale di un miglioramento della domanda estera nei mesi estivi: in particolare migliorano le attese sul fatturato all’export delle imprese manifatturiere, passando da -16 di gennaio-marzo a 8,2 nel secondo trimestre del 2020.

