I risultati positivi dell’Unione dell’Appennino bolognese sono sotto gli occhi di tutti: i sindaci rivendicano le azioni degli ultimi mesi



I vertici dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, il presidente dell’Unione Maurizio Fabbri e quello dell’Istituzione dei servizi sociali Giuseppe Argentieri valutano positivamente il percorso fin qui compiuto e l’attività svolta negli ultimi mesi di emergenza sanitaria.

I due sindaci, in un contesto storico in cui la crisi sanitaria e quella economica hanno fatto rialzare la testa a due mali endemici della montagna bolognese, il disfattismo e soprattutto il campanilismo, ci tengono a sottolineare al contrario i risultati positivi degli ultimi mesi. Se è vero infatti che in alcuni ambiti come quello della polizia municipale e della scuola si è deciso di tornare indietro, consapevoli di alcune difficoltà emerse, in altri invece gli obiettivi raggiunti sono evidenti. E non a caso si tratta di quegli ambiti, come il turismo, i servizi sociali, l’informatica e la comunicazione istituzionale, in cui l’adesione all’Unione è stata netta e completa, senza i distinguo e le esitazioni che invece hanno riguardato altri servizi.

«Il successo turistico di questa estate è sotto gli occhi di tutti, ovviamente aspettiamo i dati ufficiali a fine stagione ma gli oltre 4600 partecipanti alla rassegna Crinali sono un numero straordinario che ci sentiamo di rivendicare» spiega il presidente Fabbri. «Sicuramente la situazione sanitaria ha in parte favorito il nostro territorio, ma la verità è che comuni ed esercenti si sono fatti trovare pronti a gestire al meglio questa situazione grazie al lavoro degli ultimi anni. Tutto ciò sarebbe stato impossibile senza il prezioso impegno dell’Ufficio Cultura e Turismo dell’Unione, che ha coordinato i nostri comuni e ci ha messo in contatto con realtà importanti come la Destinazione Turistica della Città metropolitana e Bologna Welcome. Su diversi aspetti e priorità dei nostri cittadini, l’aver lavorato insieme è stato senz’altro un valore aggiunto: il nostro obiettivo è superare il campanile e dare risposte collettive».

Non solo: Fabbri sottolinea anche i risultati ottenuti sul fronte della protezione civile, con la distribuzione capillare dei dispositivi di protezione individuale, e del fatto che sono tanti i tavoli in cui il fatto di avere una rappresentanza unica come Unione consente di avere una voce più autorevole: si pensi per esempio al Piano Territoriale Metropolitano o alla collaborazione con Lepida per la lotta al digital divide. Grazie al servizio informatico dell’Unione l’attivazione dello smart-working ha permesso ai Comuni di poter garantire la continuità dei servizi anche a distanza e anche le attività di comunicazione da alcuni anni vengono gestite in maniera professionale e non sporadica.

Sul fronte sociale poi è Argentieri a sottolineare come l’attenzione dei comuni in questo settore è ormai un fatto acclarato, visto che oltre tutto se n’è accorta anche Rai Uno che all’impegno contro il Covid da parte dell’Unione ha dedicato un servizio in primavera: «Se non avessimo avuto un coordinamento preciso ed efficace da parte del Servizio Sociale Professionale in questi mesi, probabilmente ci saremmo mossi in ordine sparso spendendo di più e peggio. Invece abbiamo assistenti sociali che conoscono i territori anche al di là dei confini comunali e questo fa sì che a tutti i cittadini sia garantito un trattamento equo, al di là del Comune di provenienza. Senza contare che abbiamo garantito l’assistenza alle persone più fragili anche nei momenti più duri del lock-down». Il coordinamento degli sportelli sociali ha poi consentito di fornire risposte omogenee sul territorio e di organizzare la pronta distribuzione dei contributi di solidarietà alimentare ai cittadini anche a distanza.

Grazie poi agli artisti del territorio e alla generosità dei cittadini il conto bancario unico allestito dall’Unione ha raccolto quindicimila euro utilizzati per affrontare l’emergenza sanitaria, che hanno consentito l’acquisto di più di cinquemila mascherine e di 440 buoni spesa da 25 €.

I sindaci confermano poi che in maniera trasparente e laica la giunta, dal suo insediamento, sta facendo valutazioni sui singoli servizi, su quelli in cui investire e su quelli da modificare, perché è evidente che si tratta di un percorso in continua evoluzione volto a valorizzare e ampliare i tanti aspetti positivi del cammino comune.