
In attesa di un contrattazione collettiva nazionale, che garantisca diritti e tutele inquadrando giuridicamente il lavoro dei ciclofattorini, il protocollo individua alcune azioni concrete per migliorare le condizioni materiali del lavoro quotidiano dei riders modenesi, come, per esempio, l’adozione di misure per tutelare la salute e la sicurezza, la predisposizione di spazi al coperto per poter sostare in sicurezza e al riparo, oltre che di luoghi per la manutenzione delle biciclette, e la possibilità di disporre di power bank per la ricarica dei telefoni.
“Come Comune – ha annunciato l’assessore Bosi – ci siamo assunti l’incarico di fare da tramite e sottoporre il protocollo all’associazione Rete Imprese e agli operatori del food delivery per aprire un dialogo e arrivare a migliorare le condizioni di lavoro dei fattorini dopo aver affrontato il problema sia nel Tavolo per l’economia che nel Tavolo per la legalità. La città di Modena – ha aggiunto – ha sempre sostenuto e promosso i diritti dei lavoratori e continuare a farlo è importante, soprattutto ora nella situazione di crisi aggravata dalla pandemia”.

