
Sarebbero loro, secondo le incontrovertibili risultanze investigative dei carabinieri di Castellarano i responsabili della tentata rapina compiuta la mattina del primo maggio scorso all’interno dell’abitazione di un 77enne invalido civile. Secondo quanto ricostruito dai militari, erano da poco passate le 11,00 quando due donne giunte a bordo di un’auto di colore blu condotta da un uomo scendevamo avvicinando l’anziano che si trovava nel cortile di casa. Una delle due donne lo tirava per la maglia e lo spingeva verso l’interno dell’abitazione dove lo teneva a vista mentre l’altra incominciava ad aprire armadi e cassetti nelle camere. L’abbaiare dei cani dei vicini, l’arrivo del fratello e il sopraggiungere dei carabinieri allertati dal congiunto della vittima inducevano le due donne a fuggire a bordo dell’auto con cui erano arrivate. I militari sul posto appuravano che i malviventi non erano riusciti a asportare nulla e che le stesse erano fuggite a seguito del continuo abbaiare dei cani dei vicini e al sopraggiungere del fratello della vittima che accortosi di quanto accadeva chiamava i carabinieri. La fuga delle due donne veniva rilevata anche da una testimone. Acquisita la descrizione dei tre malviventi, il colore e il tipo dell’auto i carabinieri avviavano gli accertamenti che grazie all’analisi delle immagini delle telecamere dei varchi comunali consentivano di risalire all’auto. Auto che dopo qualche giorno veniva fermata a Castellarano: alla guida un uomo e a bordo due donne che venivano condotte in caserma dove occasionalmente si trovava la vittima che stava formalizzando la denuncia e che riconosceva nelle persone condotte in caserma i responsabili della tentata rapina. Un riconoscimento che confermava le risultanze acquisite anche dai filmati dei varchi dove veniva registrato il passaggio dell’auto che consentiva di individuare gli occupanti dell’auto corrispondente per caratteristiche fisiche ai tre autore del reato. Acquisiti a loro carico i dovuti elementi di responsabilità gli stessi sono stati quindi denunciati alla Procura reggiana.

