
Il mondo della scuola ha sempre lavorato senza sosta e fatto fronte con tutte le energie possibili alle difficoltà causate dalla pandemia, utilizzando la DAD quando non era possibile fare altro e mettendo in atto tutte le misure necessarie per la sicurezza.
Lo hanno fatto e lo fanno prima di tutto i dirigenti scolastici, a cui bisognerebbe essere grati anziché criticarli come fanno i tanti che evidentemente non conoscono la realtà delle cose, e, insieme a loro, i docenti e tutto il personale della scuola.
Un intero settore che è stato di fatto abbandonato, lasciato solo. Spiace vedere che l’istituzione di riferimento di questi lavoratori, il Ministero dell’Istruzione, non proferisca parola su questa situazione e non risponda a richieste e sollecitazioni che vengono continuamente poste dal personale scolastico.
È evidente che la cosiddetta “quarta ondata”, con una variante più che mai contagiosa, ci ha posto davanti a uno scenario inaspettato che rende veramente complicato mantenere la scuola in presenza. D’altro canto i dati della regione Emilia-Romagna sono impietosi e parlano di un’esplosione di studenti (13.133) e di insegnati (circa 400) in quarantena, con la conseguenza di un migliaio circa di classi anch’esse in quarantena.

