
Nel dettaglio, questo cantiere, suddiviso in due fasi, ha previsto sul finire dello scorso anno il tombamento da parte del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale di un piccolo canale che costeggia via Cà de Frati poi – dopo un periodo di riapertura – a marzo erano iniziati i lavori di allargamento di oltre mezzo chilometro di sede stradale ora conclusi.
“Un’opera importante, attesa da tempo, che riconferma la positiva collaborazione tra gli enti, dalla Provincia a tutti i Comuni attraverso l’Unione Pianura reggiana – commentano il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e il sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi – Un’opera impegnativa, dal punto di vista economico ed anche realizzativo, che abbiamo deciso di effettuare per lotti proprio per cercare di ridurre il più possibile i disagi, purtroppo inevitabili con cantieri di questa complessità, che però ora ci permetteranno un’arteria di collegamento più sicura e scorrevole per i cittadini e per le tante imprese che ogni giorno movimentano mezzi e merci dal casello autostradale alle zone industriali e artigianali di un po’ tutta la Bassa reggiana e anche di Carpi”.
Gli interventi sulla Sp 46
Il primo lotto di lavori sulla Sp 46, concluso a giugno 2021, aveva comportato il completo risanamento e l’allargamento da 6 a 8,5 metri di un tratto di circa 500 metri di strada provinciale, nonché la sistemazione di un tratto di 850 metri di cui 150 metri costituiti da una zona particolarmente cedevole tale da essere assimilata ad una situazione in frana. L’intervento, dal costo di circa 1 milione di euro, aveva comportato in molti tratti la completa ricostruzione del solido stradale in profondità, asportando completamente il materiale di fondazione e sostituendolo con inerti di adeguate caratteristiche.
Dopo l’ultimazione di questo ulteriore cantiere, che ha unito i lotti 2021 e 2022, rimangono dunque gli ultimi due – già finanziati dalla Provincia con un altro milione di euro nelle annualità 2023 e 2024 – per completare un intervento, impegnativo anche sotto il profilo economico, proprio perché destinato a risolvere in modo radicale il problema, non semplice, dei cedimenti di questa importante via di collegamento costruita su di un argine.


