
La Procura reggiana, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha ottenuto dal Tribunale di Reggio Emilia la misura cautelare dell’allontanamento della casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima prescrivendo di non avvicinarsi a meno di 2500 metri dalla donna e di non comunicare con lei in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo.
Dalle risultanze investigative è emerso che l’uomo, da circa 8 mesi, con condotte reiterate, in abituale stato di alterazione determinato dall’assunzione volontaria di sostanze stupefacenti, ingiuriava e minacciava di morte la madre convivente, in alcune occasioni brandendo un coltello, in altre l’aggrediva con percosse e strattonate violente, dava in escandescenze per futili motivi distruggendo mobili e suppellettili casalinghe, rivolgendole continue richieste di denaro con atteggiamento prepotente. Nel giugno dello scorso anno, nel corso di un alterco, colpiva la madre in testa con numerosi schiaffi, gli sferrava pugni e calci dietro la schiena e all’altezza delle gambe, minacciandola che l’avrebbe uccisa. Nell’agosto seguente la minacciava con espressioni del tipo “Stai attenta che ti ammazzo” puntandole un coltello. Nel gennaio scorso, a seguito di una lite, la spingeva e la percuoteva violentemente facendola cadere a terra, e minacciandola con il coltello con espressioni del tenore “ti taglio in due! Ti apro la trachea”.
Gravi episodi di violenza quelli descritti in denuncia, che riscontrati dai Carabinieri di Corso Cairoli, hanno visto la Procura reggiana ottenere dal GIP il predetto provvedimento restrittivo di natura cautelare, eseguito l’altro ieri dai militari. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

