
Nel dettaglio i militari, indagando sul proprietario dell’azienda agricola truffata dal piacentino, un 50enne reggiano, erano risaliti a due uomini assoldati dall’agricoltore per punire l’acquirente delle forme di Parmigiano valutate 6.000 euro: un 52enne e un 56enne reggiani. I tre erano stati denunciati per concorso in rapina aggravata e concorso in tentata estorsione aggravata. Nel novembre del 2023 il 56enne era stato riconosciuto colpevole dalla Corte di Appello di Bologna che lo aveva condannato alla pena di 3 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una pena pecuniaria di 680 euro e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
La sentenza, divenuta esecutiva il 30settembre scorso avendo la Corte Suprema di Cassazione dichiarato inammissibile il ricorso, ha visto l’ufficio esecuzioni penale della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna emettere l’ordine di esecuzione per la carcerazione, trasmesso ai carabinieri di San Polo d’Enza nel cui comune l’uomo risiede. Ieri l’esecuzione del provvedimento: i militari hanno arrestato il 56enne nella sua abitazione e lo hanno condotto in carcere a Reggio Emilia.

