
Con 120 posti letto dedicati, il reparto accoglie ogni anno circa 600 pazienti provenienti da tutta Italia, oltre la metà da fuori regione. Una capacità di attrazione che si innesta su un sistema sanitario di eccellenza, in stretta relazione con il contesto clinico e universitario bolognese e che riflette l’evoluzione del quadro epidemiologico: accanto alle lesioni traumatiche, in diminuzione per gli incidenti stradali, crescono le cadute nella popolazione anziana e le lesioni di origine non traumatica, oncologiche o degenerative, che richiedono percorsi riabilitativi sempre più complessi.
A Montecatone la riabilitazione inizia già nella fase acuta precoce, con l’obiettivo di incidere in modo concreto sugli esiti funzionali e sulla qualità della vita. Il percorso si fonda su un approccio interdisciplinare che coinvolge quotidianamente medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi, logopedisti e assistenti sociali, orientato al raggiungimento della massima autonomia possibile.
«Accogliere la persona con lesione midollare fin dalle prime fasi significa dare al tempo un valore terapeutico», sottolinea Laura Simoncini. «È una scelta che incide direttamente sul futuro della persona».
Negli ultimi anni l’offerta assistenziale si è rafforzata grazie all’introduzione di tecnologie avanzate per la valutazione della composizione corporea, della salute ossea e della funzione respiratoria, oltre allo sviluppo della riabilitazione robotica, integrata al trattamento tradizionale. Accanto alla fase acuta, Montecatone ha investito anche nella gestione della cronicità, con percorsi specialistici dedicati e interventi ad alta complessità, inclusa la chirurgia funzionale dell’arto superiore nel paziente tetraplegico.
«L’Unità Spinale è uno dei pilastri dell’identità di Montecatone – chiosa Mario Tubertini, Commissario Straordinario dell’Istituto – un luogo in cui competenze cliniche, innovazione e presa in carico globale della persona si tengono insieme in modo concreto». Un modello che accompagna le persone lungo un percorso di cura che guarda al futuro possibile.

